Genoa-Fiorentina 1-1 , i viola in 10 per l’espulsione di Ribery .

franck Ribery , genoa-fiorentina
Il francese della Fiorentina Franck Ribery

Finisce 1-1 la gara tra Genoa-Fiorentina . I viola restano in 10 per l’espulsione di Ribery .

Genoa-Fiorentina 1-1 : Un pareggio in dieci e un leggero allungo sulla zona pericolosa. Tutto sommato buono il bilancio della Fiorentina sul campo del Genoa, anche grazie alla sconfitta del Cagliari contro il Verona.

Nel primo tempo i viola a tratti giocano bene, con cambi di fronte, e quando restano in dieci a inizio ripresa  (grave ingenuità di un giocatore esperto come Ribéry) sanno soffrire e reggono l’urto (in verità non irresistibile) dei padroni di casa. Protagonista principale è Vlahovic che segna il gol del pareggio e poi lotta in maniera preziosa. 

Brivido finale per un intervento di Eysseric su Zappacosta nel recupero: i rossoblù furiosi reclamano il rigore, l’arbitro fa proseguire. Nel complesso, prova sufficiente dei gigliati: niente fuochi artificiali, ma di questi tempi va bene così.

Rui Costa considerato uno dei migliori trequartisti di sempre .

L’ex viola Manuel Rui Costa

Manuel Rui Costa , considerato uno dei migliori trequartisti di sempre, in Italia ha vestito le maglie della Fiorentina e del Milan. ( fonte : goal.com )

E’ il pomeriggio del 13 luglio 2001 e Manuel Rui Costa sta attraversando il tunnel che porta direttamente sul prato dell’Artemio Franchi. E’ un percorso che conosce a memoria e che ha fatto centinaia di volte nel corso dei sette anni precedenti, ma questa volta è tutto diverso.

Gabriel Batistuta
Gabriel Batistuta e Manuel Rui Costa

 E’ commosso e non fa nulla per nasconderlo ed è triste perché sta per congedarsi da una città che mai avrebbe voluto lasciare.

Sugli spalti sono accorsi in diecimila per salutarlo e tutti sono costretti a fare i conti con la stessa amara sensazione: la malinconia.Manuel Rui Costa , uno dei calciatori più forti di tutti i tempi della Fiorentina

rui costa
L’ex viola Manuel Rui Costa

Il saluto al Franchi

“Grazie. Vi ringrazio per questi sette anni nei quali sono stato con voi e per tutta la vita che passerò con voi. E’ difficile per me essere davanti a voi per un saluto. E’ molto difficile e molto emozionante. Scusatemi, non riesco a dire nemmeno una parola. Non dimenticherò mai tutto quello che di buono mi è successo in questi anni”.

Metteva d’accordo chi ama la fantasia al potere e chi vuole pragmatismo. I suoi colpi di tacco, la palla sotto la suola, i tocchi d’esterno, erano sempre funzionali. Belli ma funzionali. E avevano qualcosa che si può chiamare umanità. Cercava di continuo un contatto visivo col pallone, come se potesse perderlo. Rui Costa , arrivato in viola nell’estate 1994, si fa amare fin da subito.

Aveva equilibrio in campo e fuori. Niente sregolatezza, niente del numero dieci rappresentato dalla vulgata. Un genio senza gli eccessi del genio, che rovescia l’immagine dell’estroso tormentato, dell’inquieto che non sa contenere la sua diversità tecnica e per sfogarsi l’accende e l’adombra in base ai momenti.Rui Costa : Sono orgoglioso di aver indossato