Batistuta : ” Con la maglia viola ci ho messo il cuore “

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Gabriel Omar Batistuta

Batistuta : “Non è importante cosa ho fatto in una partita particolare con questa maglia, ma come l’ho difesa. Ci ho messo il cuore per una città che mi ha dato il cuore”.

Dopo aver trafitto con tre gol la porta avversaria e aver esibito ancora una volta, l’ultima, il suo magnifico repertorio al pubblico gigliato, Gabriel Omar Batistuta si stende al suolo, in lacrimeFirenze canzone triste, per dirla con una canzone di Ivan Graziani e per dare un titolo a quel pomeriggio del maggio 2000, all’Artemio Franchi. Il Re Leone ha appena siglato la tripletta che gli consente di rubare lo scettro a Kurt Hamrin, nella classifica dei marcatori della Fiorentina in Serie A. Un freddo dato statistico, se paragonato al dolore di una storia d’amore giunta ai titoli di coda, ma Batigol non ha voluto lasciare nulla al caso per salutare, e ringraziare, la sua gente.

“Avrei vinto il Pallone d’Oro se fossi stato nel Barcellona o nel Manchester United, ma volevo vincere con la Fiorentina. Volevo conquistare il campionato con una piccola squadra ed entrare nella storia”.

“Per me non esiste e non esisterà un altro numero nove come Batistuta”. (Diego Armando Maradona) .

Colui che ormai è conosciuto come Batigol trascina la selezione albiceleste alla vittoria, diventando capocannoniere della competizione con 6 reti, e scatenando su di sé un’asta che coinvolge varie big europee. A spuntarla però è la Fiorentina, guidata da Mario Cecchi Gori. Il presidente e produttore cinematografico si incarica così di regalare alla tifoseria viola, ancora ferita per la cessione di Baggio alla Juventus dell’anno precedente, un nuovo diamante grezzo da raffinare in riva all’Arno. Alla fine della prima stagione, Batistuta è il miglior goleador della squadra, con 13 reti, e in quella successiva farà ancora meglio, anche se tutto verrà vanificato dalla retrocessione della Fiorentina, che in seguito all’esonero di Radice, cacciato mentre la squadra si trova al sesto posto, ha un ruolino di marcia disastroso. I vertici del club trattengono tutti i migliori giocatori con l’obiettivo di una pronta risalita e affidano la panchina a Claudio Ranieri. Nella stagione in cadetteria, l’ambiente verrà poi scosso dalla scomparsa di Marione Cecchi Gori, che lascerà il timone della società al figlio Vittorio, con il quale Batistuta avrà sempre un rapporto tormentato.

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