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Mugello : Morto Dupasquier , il pilota svizzero di 19 anni .

Mugello
Il pilota svizzero Jason Dupasquier

Dupasquier è morto: impossibile operarlo alla testa dopo l’incidente al Mugello. Aveva 19 anni : ( Fonte : La Stampa )

Da subito le condizioni del pilota svizzero della Moto3 al Mugello erano parse ai medici gravissime. L’addio della MotoGp su Twitter: «Jason, guida sereno»

 Jason Dupasquier si è spento questa mattina all’ospedale Careggi di Firenze, dove era stato trasferito ieri in condizioni gravissime dopo un terribile incidente nel corso della seconda sessione di qualifiche del Gran Premio di Italia al Mugello. Il 19enne svizzero, caduto alla curva numero 9 (l’Arrabbiata 2) era stato investito da Alcoba e Sasaki, che non avevano potuto fare nulla per evitarlo.

Le condizioni di Jason sono state subito critiche e i medici avevano deciso di trasportarlo in elicottero all’ospedale di Firenze.

Nella notte i dottori erano intervenuti chirurgicamente per cercare di salvare la vita del pilota, ma tutti i loro sforzi sono stati inutili e in tarda mattina è stata annunciata la scomparsa.

Morto Tarcisio Burgnic , tanti stanno ricordando “la Roccia”

Burgnich
Tarcisio Burgnich

Tarcisio Burgnich com’è morto: tanti coloro che stanno ricordando la Roccia in queste ore sui social, incluse numerose squadre di club

Il mondo del calcio piange la scomparsa di Tarcisio Burgnich e la FIGC, per commemorare “La Roccia”, ha deciso di tributargli un minuto di silenzio prima dell’amichevole tra Italia e San Marino. Il presidente Gravina ha, peraltro, manifestato tutto il proprio cordoglio per il lutto: “Alla vigilia dell’Europeo ci lascia un grande campione d’Europa. 

 La sua morte è l’ennesima ferita inferta al cuore dei tifosi azzurri e di tutti gli appassionati di calcio. Con la sua forza e la sua determinazione ha scritto bellissime pagine di storia del calcio italiano”.

Altre squadre di club hanno voluto salutare l’ex calciatore, a cominciare dalla Fiorentina: “Proprietà, dirigenza e società esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Tarcisio Burgnich, leggenda della Nazionale italiana e della grande Inter. Campione d’Europa nel 1968 e protagonista della ‘Partita del Secolo’ tra Italia e Germania nel 1970”. L’Udinese, invece, ha parlato di “un grave lutto che ha colpito la nostra famiglia e tutto il calcio italiano: 

è morto a 82 anni in Versilia dove da tempo risiedeva, Tarcisio Burgnich, friulano di Ruda (era nato il 25 aprile 1939), difensore (terzino destro) della squadra bianconera dal 1958 al 1960 (8 presenze in serie A)”. Infine il Torino e il suo presidente, Urbano Cairo, “esprimono il proprio cordoglio e si stringono intorno alla famiglia Burgnich per la scomparsa di Tarcisio Burgnich”

Milan , l’infortunio di Ibrahimovic : Le ultime notizie sullo svedese .

Milan
L’infortunio di Zlatan Ibrahimovic nella gara contro la Juventus

L’infortunio di Zlatan Ibrahimovic nella sfida contro la Juventus , sembrerebbe meno grave del previsto .

Zlatan Ibrahimovic, al 66′ di Juventus-Milan, ha lasciato il campo scuro in volto. Lo svedese ha accusato un problema al ginocchio che ha provocato parecchia preoccupazione. Tutto ciò poteva far pensare al peggio riguardo le sue convinzioni. 

Secondo quanto riferisce Milan Tv, invece, il suo problema non sarebbe di grave entità. Inoltre, il ginocchio in questione, non è quello operato ai tempi del Manchester United. Si attendono ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.

Romero : ” Mi voleva la Fiorentina , ma ho scelto l’Atalanta

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Il calciatore dell’Atalanta Romero

Cristian Romero , calciatore dell’Atalanta commenta cosi :

Cristian Romero ha fatto il salto di qualità. Criticato per essere troppo ‘aggressivo’ ai tempi del Genoa, da quando è arrivato all’Atalanta è diventato un pilastro insostituibile della difesa nerazzurra. E ora punta alla qualificazione in Champions della squadra per il terzo anno di fila: “A parte l’Inter che ha preso il largo, le altre sono tutte lì – ha detto El Cuti in un’intervista al Corriere dello Sport 

 Noi però dobbiamo pensare solo ai nostri risultati. Affronteremo tre partite importanti che possono avvicinarsi all’obiettivo”. Nelle prossime gare i nerazzurri giocheranno contro Fiorentina (fuori casa), Juve (in casa) e Roma (all’Olimpico). L’Atalanta ne ha vinte sette delle ultime otto, solo l’Inter ha fatto meglio: “Stiamo attraversando un bel momento, ma il traguardo è ancora lontano

Per arrivare in Champions dovremo ancora combattere”. Sul piatto ci sono 27 punti: “Non mi piace fare calcoli, ma con la Lazio che ha una partita in meno e potrebbe salire a 55, ci sono cinque squadre in 5 punti; più la Roma. Non sarà facile, uno di quei tre posti però lo vogliamo noi”.

Gattuso : Nessun rinnovo con il Napoli , ma le offerte non mancheranno .

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Gennaro Gattuso

Nessun rinnovo per Gattuso con il Napoli, il tecnico vuole essere libero, sa che le offerte non mancheranno.

Non basta a Gennaro Gattuso la conquista della Coppa Italia alla fine della scorsa stagione, contro tutti i pronostici dei bookmakers, per conquistare la piazza napoletana. Anche se la panchina dell’allenatore adesso sembra al sicuro fino a fine stagione, grazie anche alle vittorie contro Roma e Milan che hanno messo il Napoli nelle condizioni di essere tra le favorite per la qualificazione della Champions League, Gattuso non riesce a conquistare il cuore della città.

Mentre il Napoli risale la classifica, la stampa sembra essere troppo distratta dal nome del nuovo allenatore. Si passa da Simone Inzaghi ad Allegri e da Fonseca a Sarri. Anche gli allibratori non sembrano essere da meno come ad esempio Eurobet che piazza una quota di 1.85 sull’esonero di Gattuso prima del termine della stagione. Altri brand di punta del settore scommesse quali SNAI e Betland, invece non sembrano offrire alcuna quotazione. Ma prima di interpretare le quotazioni dei provider come indizi delle intenzioni della dirigenza napoletana, va ricordato che l’opportunità di scommettere su determinati eventi, così come i bonus offerti da ciascun operatore, variano di piattaforma in piattaforma.

Cagliari , incidente stradale per Andrea Cossu sulla statale 554

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Il dirigente del Cagliari Andrea Cossu

L’ex calciatore e adesso dirigente del Cagliari ha avuto un terribile incidente sulla statale 554 , dove è rimasto ferito e resta in prognosi riservata .

Il dirigente del Cagliari Andrea Cossu è rimasto ferito in un incidente stradale :  L’ex centrocampista era alla guida della sua auto, una Ford Focus, distrutta dopo aver carambolato sulla carreggiata in direzione Cagliari. Dopo i soccorsi, Cossu è stato trasportato in ospedale in codice rosso ed è in gravi condizioni, ma non sarebbe in pericolo di vita .

Mihajlovic : ” Non c’è da vergognarsi ad avere paura “

Mihajlovic
L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic

L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic si racconta cosi nel giorno del suo 52° compleanno .

Le parole dell’allenatore del Bologna Sinisa Mihajolovic :

Dopo l’ultimo ciclo non ho sentito la squadra per tre settimane, ero troppo debole, ora ci sarò sempre quando posso, perché mi fa sentire vivo. So che non è la fine del percorso ma un po’ per me sì, perché sono uscito da quell’ospedale, spero da uomo migliore.

“Ho passato 4 mesi in una stanza, solo, sognando di respirare l’aria fresca, incazzandomi alla tv per le partite.

Sinisa Mihajolivic

Il racconto dei mesi difficili e della lunga lotta per debellare la leucemia.

Non mi sono mai sentito un eroe, aver coraggio non vince queste malattie, e voglio dire a tutti quelli che stanno passando la stessa esperienza che non si devono sentire meno forti se affrontano la malattia in modo diverso, non c’è da vergognarsi ad avere paura, essere disperati, piangere, l’unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere”

Verona : Gresele, difensore dell’Hellas folgorato dai fili del treno.

Verona
Il giovane difensore della primavera dell’ Hellas Andrea Gresele

Il difensore della Primavera dell’Hellas Verona , già nel giro della prima squadra: operato per un edema cerebrale. 

È in terapia intensiva Andrea Gresele, giocatore della Primavera del Verona rimasto folgorato dopo aver toccato i fili dell’alta tensione di un treno.

L’incidente risale a sabato sera, il 18enne dopo una cena con degli amici e è salito sul tetto del treno nella stazione di Porta Vescovo. È stato folgorato da una scarica elettrica dell’impianto di alimentazione dei treni e nella caduta dall’altezza di 4 metri ha riportato una frattura a una vertebra e un ematoma intracranico, ieri mattina è stato sottoposto a un intervento chirurgico e ora è in terapia intensiva, la prognosi è riservata.

Gabriel Batistuta : Il leggendario calciatore che ci ha fatto sognare .

Kobe Bryant : Un anno dalla scomparsa di Kobe e di sua figlia Gianna .

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Il cestista Kobe Bryant e sua figlia Gianna

Un anno senza Kobe Bryant: un vuoto che resta incolmabile, non solo nella Nba .

Il 26 gennaio del 2020 iniziò a rimbalzare la notizia della morte di Kobe Bryant in un incidente in elicottero poco fuori Los Angeles, nessuno voleva crederci. Tutti gli appassionati di sport, non solo quelli di basket, incrociarono all’unisono le dita, sperando in una di quelle fake news di cattivo gusto che ogni tanto spuntano nel ‘mare magnum’ di internet. Invece, purtroppo, era tutto vero: e d’improvviso un generale senso di dolore prima e intorpidimento poi colpì tutto il mondo dello sport per la perdita di un’icona inimitabile. Il cui ricordo resta e resterà per sempre vivo. Bryant : Ritirata la maglia con numero 2 di Gianna , figlia di Kobe Bryant .

Kobe Bryant
Bryant e sua figlia Gianna

Assieme a Kobe, in quella maledetta mattinata losangelina, c’erano altre otto persone, nessuna delle quali riuscì a salvarsi: tra di loro anche la piccola Gianna Maria, detta Gigi, che aveva soltanto 13 anni ma sognava in grande, tanto che pensava già all’università e a una carriera da cestista per raccogliere l’eredità del padre, dal quale non si separava praticamente mai. Un dolore aggiunto al dolore, capace di fermare un Paese che, quasi cinicamente, fa molto spesso dell’espressione “the show must go on” un vero e proprio mantra. Kobe Bryant e sua figlia Gianna che giocano a Basket in palestra ( video )

Brasile : Cade aereo, muoiono 4 giocatori e il presidente del Palmas

Brasile
Brasile , tragedia: Cade aereo

Brasile , Altra tragedia nel mondo del calcio : Aereo cade e muoiono 4 giocatori e il presidente del Palmas . ( fonte : Fiorentina.it )

Tragedia nel calcio brasiliano. Un piccolo velivolo è precipitato in un campo senza lasciare scampo ai passeggeri. Che erano in volo per una partita di Coppa Verde. A bordo 4 calciatori del Palmas: il terzino sinistro Lucas Praxedes, 23 anni, il difensore Guilherme Noé, 28, il portiere Ranule, 27, la mezzala Marcus Molinari, 23 figlio dell’ex giocatore dell’Atlético Mineiro Marinho .

 Oltre al presidente della società, Lucas Meira, 32, e il pilota del velivolo, di cui al momento è noto solo il nome Wagner. Il Palmas, club della città omonima nello stato di Tocantins nel Brasile settentrionale, stava andando a Goiânia, nel Centro-Ovest del Brasile, dove lunedì 25 era in programma il match col Vila Nova. La Coppa Verde garantisce al vincitore la partecipazione alla Coppa del Brasile entrando in gioco dalla terza fase.

Non sono ancora note le cause del disastro. Il piccolo aereo, appena decollato, poco dopo è precipitato in un boschetto vicino alla pista dell’Associazione Tocantinense a Porto Nacional, comune situato a circa 60 km da Palmas, prendendo fuoco.

Muore in un incidente stradale Gandiaga , calciatore dell’Athletic Bilbao .

Aitor Gandiaga , calciatore dell’Athletic Bilbao 

Muore in un incidente stradale Aitor Gandiaga. Il giovane centrocampista di proprietà dell’Athletic Bilbao .

Il calcio spagnolo piange Aitor Gandiaga. Il giovane centrocampista di proprietà dell’Athletic Bilbao è morto domenica in un incidente stradale. Dopo la notizia sui media spagnoli è arrivato anche il tweet del club della Liga: «Enorme dolore per un giovane che ha lasciato il segno su Lezama. Un grande abbraccio a famiglia, amici e compagni di squadra di Gernika». Aveva 23 anni e si sarebbe schiantato con la sua auto contro un autobus nella sua città natale di Markina-Xemein, nei pressi del valico di Iruzubieta, nei Paesi Baschi.  

Vittorio Cecchi Gori e la sua nuova fidanzata Barbara .

Vittorio Cecchi Gori
L’ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori

Vittorio Cecchi Gori, il produttore cinematografico si sarebbe legato a una nuova fidanzata, più giovane di lui di 46 anni . ( Fonte : Fanpage.it )

Lo storico produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori si sarebbe legato a una donna di nome Barbara, più giovane di lui di 46 anni. Lo ha dichiarato sulle pagine di Libero Antonio De Luca, noto medico legale di Roma molto amico di Cecchi Gori, 78 anni, che in passato è stato sentimentalmente legato a Rita Rusic .

De Luca ha spiegato di aver incontrato la donna ai festeggiamenti per il 31 dicembre: “Abbiamo trascorso a casa di Vittorio il Capodanno, come prevede il dpcm del Governo che non vieta di salutare amici e parenti prima del coprifuoco. C’era anche la fidanzata di Cecchi Gori: si chiama Barbara e fa l’attrice”.

Sembra che la ragazza potrebbe prendere parte al prossimo film da lui prodotto. In cantiere, il magnate toscano ha il (già discusso) remake del celeberrimo Il sorpasso di Dino Risi con Jean Louis Trintignant e Vittorio Gassman.

Conte : ” Conferma lo stop agli spostamenti del 21 dicembre al 7 gennaio “

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Giuseppe Conte

Confermato lo stop agli spostamenti tra Regioni dal 21 al 6 gennaio e al di fuori dei Comuni il 25, 26 e 1

Giuseppe Conte in conferenza stampa ha illustrato il nuovo Dpcm. “In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ci saranno ulteriori restrizioni nel periodo 21 dicembre 6 gennaio. Vietati tutti gli spostamenti tra Regioni anche per raggiungere le seconde case”. “A Natale, Santo Stefano e primo gennaio anche vietati gli spostamenti da un comune all’altro”.

Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.

Mike Tyson contro Roy Jones : L’incontro finisce pari all’ottava ripresa .

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Mike Tyson e Roy Jones

Iron” epico a 54 anni contro Roy Jones jr: al termine di 8 riprese piene di lampi di classe i giudici non assegnano la vittoria. 

Pari e spettacolo. Una volta lo chiamavano Kid Dynamite: “Voglio che il mondo veda quanto sono grande”. Ora Iron Mike Tyson è Old Dynamite, 15 anni dopo l’ultima volta sul ring. Epico, eroico a 54 anni. Come l’avversario, Roy Jones jr, 51 anni, 23 corone mondiali all’attivo e senza match da due anni.

Mike pesa quasi cento chili, negli anni d’oro era il più aggressivo anche per il movimento di gambe. Usa più il sinistro, è istinto puro. Jones è più mobile di tronco, Tyson ha tanta foga: colpisce anche oltre la campana ma poi si scusa con l’avversario. Il match è intenso, Tyson esplode un montante, è più rapido del rivale ancorché più pesante .

I due pugili non si risparmiano ma sanno che 8 round a quell’età, da cinquantenne, sono lunghi. Jones con tre colpi di alleggerimento al corpo prova a mettere in difficoltà Tyson, che calibro un sinistro mirato. Il quinto round è il più combattuto, a viso aperto. Potenza contro velocità: l’eterno dubbio. Tyson tiene il centro del ring, al sesto round sembrano sorreggersi in quanto a forze: Jones resiste, Tyson cerca di portarlo all’angolo, gli mancano certe serie ma dopo 15 anni non si può pretendere di pià. Si prosegue con alcuni lampi di classe, da autentici mattatori.

Diego Armando Maradona , morto per arresto cardiaco questa mattina .

diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona

È morto Diego Armando Maradona, vittima di un arresto cardiaco questa mattina nella sua abitazione.

È morto Diego Armando Maradona, vittima di un arresto cardiaco questa mattina nella sua abitazione. Il Pibe de Oro, capitano dell’Argentina campione del mondo nel 1986, aveva compiuto 60 anni lo scorso 30 ottobre e due settimane fa era stato operato al cervello per un ematoma subdurale.

Da molti considerato il più grande calciatore di tutti i tempi, ha vestito le maglie di Argentinos Juniors, Boca Juniors, Barcellona, Napoli e Siviglia, chiudendo poi con il calcio giocato in patria. In seguito si è dedicato alla carriera da allenatore, guidando la nazionale Albiceleste dal 2008 al 2010. La sua ultima tappa è stata il Gimnasia La Plata.

Nato nel 1960 a Buenos Aires, Maradona ha strabiliato il mondo con le sue giocate spettacolari, realizzando contro l’Inghilterra quello che viene considerato ancor oggi il gol più bello della storia e, nello stesso quarto di finale dei Mondiali del 1986, la rete che gli è valsa l’appellativo di Mano de Dios. Genio e sregolatezza, le due caratteristiche che lo contraddistinguevano. Eccessi di alcol e droga ne hanno infatti segnato la vita privata: nel 2000 e nel 2004 ha subito due crisi cardiache riconducibili al consumo di stupefacenti. La terza, ora, gli è stata fatale.

D’Orazio , lunedì i funerali per dare l’ultimo saluto a Stefano .

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Stefano D’Orazio e Roby Facchinetti

Tanti i messaggi di cordoglio per la morte di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, che si è spento ieri sera nella Columbus del Policlinico Gemelli di Roma.

 I dettagli dei funerali non sono ancora stati annunciati, ma si sta studiando la possibilità di tenere una cerimonia all’aperto per lunedì nella capitale.

nel rispetto delle norme anti-covid . per consentire a tutti di dargli l’ultimo saluto.
    “Per me questo è il momento del silenzio, voglio solo essere vicino con il mio pensiero alla moglie Tiziana, alla sorella Paola e a Silvia”, dice all’ANSA Roby Facchinetti. “Ho perso una parte di me stessa, Stefano era la mia forza, il mio sorriso, mi mancherà tutto di lui”. sono le parole della moglie Tiziana Giardoni .

2 agosto 1980 : Quaranta anni fa , la strage alla stazione di Bologna .

2 agosto 1980
La strage del 2 agosto 1980 alla stazione di bologna

Alle 10.25 del 2 agosto 1980, un torrido sabato di esodo verso le vacanze, una valigia piena di tritolo esplose nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna, lasciando a terra 85 morti e 200 feriti .

La prima ipotesi circolata sulle cause, quella dell’incidente provocato dallo scoppio di una caldaia, non regge a lungo, anche perché nel punto dell’esplosione non ce ne sono, e in poche ore lascia il passo alla certezza dello scenario più temuto: l‘attentato terroristico con una bomba ad alto potenziale. Da subito, senza soste e per ore, si mettono all’opera sanitari, vigili del fuoco, forze dell’ordine, Esercito, volontari, alla ricerca di vite da soccorrere e da salvare.  Dagli ospedali arriva l’appello a medici e infermieri di tornare in servizio, mentre un autobus Atc della linea 37, la vettura 4030, diventa simbolo di quel terribile giorno, trasformandosi in un improvvisato carro funebre che ha come capolinea la Medicina legale (allora in via Irnerio, a poca distanza) per trasportare le salme.

In stazione arriva il presidente della Repubblica Sandro Pertini, commosso e angosciato, mentre tutt’intorno una catena umana continua a spostare detriti nella speranza di trovare tracce di vita. Quella stessa sera piazza Maggiore si riempie per una manifestazione, la prima risposta di mobilitazione politica per chiedere giustizia e verità, mentre a tarda notte all’obitorio, si tenta di dare un nome alle vittime dai pochi resti ritrovati. Il giorno dei funerali, il sindaco Renato Zangheri ricorda come lo stesso copione fosse stato già vissuto sei anni prima, il 4 agosto 1974, sull’Italicus a San Benedetto Val di Sambro, con 12 morti e 44 feriti.

La memoria Le commemorazioni del quarantesimo anniversario della strage di Bologna si sono aperte il 30 luglio con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la prima visita di un Capo dello Stato dopo quella storica di Sandro Pertini nel 1980.

Elefantessa uccisa con petardi nascosti in un ananas .

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Elefantessa uccisa con i petardi in India

Stanno facendo il giro del mondo le foto di una elefantessa morta dopo aver mangiato un ananas imbottito di petardi

Le immagini dell’elefantessa morta nello stato del Kerala, in India stanno riempiendo le home page dei principali social media in queste ore. Una fine terribile e drammatica quella del pachiderma, peraltro incinta, avvenuta “per aver mangiato un ananas imbottito di petardi”. A denunciarlo sono state la autorità locali, con Mohan Krishnan, ufficiale forestale, che ha condiviso sui social gli ultimi angoscianti scatti dell’animale, mentre cercava sollievo nelle acque di un fiume. Tuttavia ci sono alcune cose che vanno chiarite in merito a questa storia.

Le più importanti agenzie di stampa che operano nel sud dell’India – come The Hindu e The New Indian Express – hanno riferito che l’elefante è morto dopo aver consumato “ananas carico di esplosivi” a Palakkad, a circa 80 chilometri dal distretto di Mallapuram. Un altro organo di stampa, IANS, ha contattato Samuel Pachuau, guardiano del Wildlife Warden del Parco nazionale della Silent Valley, a Palakkad, il quale ha affermato di essere “certo” di trovare gli autori di questo crimine. “È avvenuto il 23 del mese scorso, quel giorno siamo venuti a conoscenza di questo incidente quando l’elefante è stato avvistato vicino a una fonte d’acqua fuori dal parco nazionale” ha detto.

La sorella di Gattuso Francesca muore a 37 anni , lascia un figlio .

La sorella di gattuso
Francesca la sorella di Gattuso , morta a soli 37 anni

La sorella di Gattuso Francesca morta a 37 anni lascia un figlio di 5: aveva lavorato al Milan. Colpita da una forma molto aggressiva di diabete, era stata operata d’urgenza a febbraio: aveva lavorato alla segreteria medica di Milanello, gestiva delle attività commerciali a Gallarate .

Il dramma di Rino Gattuso si è consumato martedì mattina, quando una telefonata della moglie Monica lo ha avvertito: Francesca non ce l’ha fatta. Francesca Gattuso aveva 37 anni ed era legata al fratello Rino da un rapporto molto forte, di quelli che vanno oltre il legame familiare. Si era ammalata già qualche mese fa e con il sostegno della famiglia aveva affrontato il calvario sempre con il sorriso e una grande forza di coraggio. Una combattente, così spesso Gattuso parlava di lei. È morta all’alba dopo che le sue condizioni di salute si sono aggravate ulteriormente nella notte.

Era stata operata a febbraio

Soffriva di una forma di diabete particolarmente aggressiva ed era stata operata d’urgenza a febbraio, quando Gattuso era impegnato con il Napoli a Genova nella sfida contro la Sampdoria. Quella sera l’allenatore disertò la conferenza stampa per trasferirsi immediatamente a Busto Arsizio dove Francesca era ricoverata. Dopo un periodo in terapia intensiva si era ripresa ma le sue condizioni di salute non hanno mai dato spazio a troppe speranze, al punto che non ha mai lasciato l’ospedale. Eppure la sua grande forza le consentiva di dare conforto a suo marito Marco Amaranto e al loro figlio di appena cinque anni.

Francesca aveva lavorato nel club del Napoli

Martedì mattina Rino Gattuso che continuava ad avere con lei un rapporto telefonico costante, era al centro sportivo di Castel Volturno quando, poco prima dell’inizio dell’allenamento, è stato avvisato. Immediatamente è partito per Gallarate, dove vive la sua famiglia e dove anche Francesca gestiva alcune attività commerciali. Sui social tanti tifosi del Napoli e di altre squadre hanno espresso la propria vicinanza all’allenatore calabrese attraverso messaggi di cordoglio. Il primo club italiano ad esprimere solidarietà nei confronti di Gattuso è stato il Verona, con un messaggio pubblicato attraverso il proprio profilo Twitter, poi il Milan la seconda casa di Rino Gattuso, dove Francesca aveva lavorato per un periodo alla segreteria medica del club. Il Napoli naturalmente si è stretto al proprio allenatore, sia con un messaggio istituzionale sui social ma anche con testimonianze di affetto rilasciate personalmente.

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Strage di Capaci : l’omaggio a Falcone , alla moglie e alla scorta .

strage di capaci
Il giudice Giovanni Falcone

Strage di Capaci: l’omaggio a Falcone, alla moglie e alla scorta | Mattarella: “Con Borsellino luci nelle tenebre ( fonte : tgcom 24 )

Strage di Capaci : Lenzuoli ai balconi anche delle sedi istituzionali, ricordi e spettacoli in streaming, incontri a distanza. Palermo e altre città ricordano senza i cortei e le navi della legalità, a causa dell’emergenza sanitaria, l’attentato di Capaci che, 28 anni fa, costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. 

Il messaggio del presidente Mattarella – “La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato. Hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione. Provocando volontà di giustizia e di legalita’”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 28simo anniversario della strage di Capaci. E aggiunge: – “I mafiosi, nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società.

Nella loro mentalità criminale, non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste”.

Michele Bacis : il figlio di otto anni cade dalla finestra e muore .

Michele Bacis
L’ex calciatore della Fiorentina Michele Bacis

Muore il figlio di Michele Bacis , ex calciatore di Fiorentina e Genoa , cadendo dalla finestra .

Tragedia per Michele Bacis : Come sia salito su quella finestra al terzo piano di un antico edificio del centro storico di Arezzo resta un mistero. Erano passate le 22 quando il figlio di 8 anni è precipitato nel vuoto.

Muore durante il trasporto con il Pegaso

Soccorso dopo pochi minuti, il bambino è stato subito trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo ma il suo cuore ha cessato di battere durante il tragitto. Il 118 aveva anche allertato l’elicottero Pegaso per un eventuale trasporto del piccolo all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze ma tutto è stato inutile. Una nuova tragedia che ha prostrato Bacis, già allenatore dell’Arezzo calcio, che proprio pochi giorni fa aveva raccontato alla cronaca della Nazione di Arezzo i gravi lutti che la sua famiglia aveva dovuto subire nella a Bergamo a causa del Covid-19.

I vicini hanno raccontato

Sulle cause dell’incidente indaga la polizia. «Abbiamo sentito un tonfo sordo che veniva dalla strada, ci siamo affacciati e abbiamo visto il corpo del bambino e poi abbiamo sentito le urla dei genitori», hanno raccontato i vicini di casa, non lontano da Palazzo Cavallo, sede del Comune di Arezzo.

Ezio Bosso , il maestro che sapeva commuovere .

Ezio Bosso
Il maestro Ezio Bosso

Ezio Bosso conviveva ormai dal 2011 con una malattia neurodegenerativa. A stroncarlo, un cancro .

Ezio Bosso è morto. Il grande musicista, pianista, direttore d’orchestra compositore, se n’è andato stanotte nella sua casa di Bologna. Aveva 48 anni. Accanto a lui la sua compagna Annamaria e i suoi cani amatissimi. A portarselo via il cancro con cui conviveva da molti anni e che lo costringeva a lunghi periodi di sosta per le terapie. Ad acuire il quadro clinico la malattia neurodegenerativa che l’aveva costretto in carrozzella. Eppure, nonostante tutti questi mali, Ezio non si è mai arreso. Ha continuato a combattere fino alla fine con il coraggio di un leone. La musica, la sua passione più grande, la sua ragione di vita, l’aveva anzi spinto a sfide sempre più grandi. A trasformare ogni sconfitta del corpo in una rinascita dello spirito .Bosso , si innamora della musica da bambino

Nato a Torino il 13 settembre 1971, padre operaio,  si innamora della musica da bambino, grazie a una prozia pianista. Per seguire la passione a 16 anni se ne va da casa, debutta come solista in Francia. L’incontro con Ludwig Streicher, contrabbassista dei Wiener Philharmonic, segna il suo destino. Intuendone il talento, il musicista austriaco lo indirizza all’Accademia di Vienna dove Bosso studia contrabbasso, composizione, direzione d’orchestra. E da contrabassista suona in importanti formazioni, tra cui la Chamber Orchestra of Europe di Claudio Abbado. Con il maestro milanese Ezio instaura un legame non solo artistico ma di amicizia. Dopo la morte di Abbado, nel 2017 sarà Ezio a farsi testimonial dell’eredità della sua ultima creatura, l’Associazione Mozart14, nata a Bologna per portare la musica nei luoghi del dolore, nelle carceri, negli ospedali. Il percorso nella malattia di Claudio sarà per Ezio un esempio di resistenza e di rinnovato impegno in una musica che, come amava ripetere, «è la vera terapia».

La sua malattia

Il suo calvario inizia nel 2011, prima una grave neoplasia, poi la malattia neurodegenerativa che in breve lo porterà sulla sedia a rotelle. Ma segna anche la sua rinascita come artista. 

Balottelli e Felipe Melo : “Chiellini non hai coraggio di dire le cose in faccia”.

Balottelli
Mario Balottelli e Felipe Melo

Mario Balottelli e Felipe Melo replicano a Giorgio Chiellini : ” Non hai il coraggio di dire le cose in faccia “

Balottelli e Felipe Melo replicano al capitano della Juventus che in un’intervista a Repubblica ha detto chiaramente cosa pensa degli ex compagni, giudizi che ha riportato anche nella sua autobiografia in uscita nei prossimi giorni .

La risposta di Super Mario a Chiellini : “Io almeno ho la sincerità e il coraggio di dire le cose in faccia – scrive Balotelli su Instagram – tu dal 2013 avresti avuto tante occasioni per farlo, comportandoti da vero uomo, ma non l’hai fatto. Chissà cosa dirai un giorno dei compagni di oggi, strano capitano. Se questo vuol dire essere un campione, allora preferisco non esserlo. E alla maglia azzurra non ho mai mancato di rispetto”.

Pungente anche il commento di Felipe Melo :

Quando ero a Torino, non ho mai mancato di rispetto a nessuno: ai compagni, ai dirigenti, alla Juventus in generale. A questo punto, però, per lui non ne ho per nulla. E mai ne avrò. Dice che Balotelli sia da prendere a schiaffi e che io sia il peggio del peggio e che si rischiava sempre la rissa per colpa mia? Beh, lui se la faceva sempre addosso… E poi, scusate: troppo facile parlare male degli altri con un libro. Forse ‘questo difensore’ è ancora arrabbiato con me perché, quando sono andato al Galatasaray, abbiamo dato loro degli ‘schiaffi’ eliminandoli dalla Champions League”, conclude.

I nostri articoli :

Giovanna Botteri, Michelle Hunziker si difende sui social (video)

giovanna Botteri
La giornalista Giovanna Botteri

La conduttrice risponde a chi ha accusato di aver avallato le ironie social sulla giornalista Rai Giovanna Botteri

«Si è alzato un polverone incredibile su una fakenews. Dicono che noi abbiamo offeso pesantemente una giornalista Rai, Giovanna Botteri. Cosa assolutamente non vera. Con Striscia la Notizia abbiamo mandato in onda un servizio a favore di questa giornalista, dicendo che tanti media e molti social l’hanno presa in giro per il suo look e noi invece prendiamo atto che si è fatta un’ottima e bellissima messa in piega. Questo non è attaccare una persona, ma rimanere nei toni di Striscia come sempre e soprattutto non è bodyshaming. E cerchiamo di andare a vedere e verificare prima di accusare». Queste le parole di Michelle Hunziker che sui social ha voluto rispondere alle critiche dopo il servizio andato in onda a Striscia la Notizia sulla giornalista Rai. 

Il caso Giovanna Botteri

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Ayrton Senna , ventisei anni fa l’ultimo addio al pilota di formula uno .

Il pilota di formula uno Ayrton Senna

Sulla pista di Imola, un giovane campione 34enne, di nome Ayrton Senna muore dopo lo schianto della sua autovettura, la Williams.

A Imola la morte in pista così cruenta del pilota venuto da San Paolo ha segnato una linea tra quello che c’era prima e quanto non ci sarebbe più stato: e non solo i duelli tra curve e sorpassi con Alain Prost, quell’odio che sapeva di gomme abrase e sguardi di fuoco, ma fatto di rispetto e agonismo puro, l’amore mai nato con la Ferrari che non ha potuto scrivere nei suoi annali il nome del campione più grande. Alla Formula Uno da quel primo maggio manca un campione che la morte così prematura e violenta ha reso eroe senza tempo. Aveva 34 anni compiuti da poco, tre mondiali già vinti, e un’inquietudine più forte che mai: voleva quasi rinunciare a correre quella domenica sulla pista imolese, troppi brutti presagi.

Un vero campione

Tutto vero quello che si è detto e si è scritto dopo la sua morte: Senna l’uomo, Senna il pilota, Senna il fuoriclasse e il gentiluomo. Vera anche la sua storia in pista: Senna e Prost, nemici-amici; la vittoria senza marce a Interlagos, il capolavoro in rimonta a Donington Park nel ’93, sotto il diluvio, un’impresa che è forse la migliore nella storia di questo sport. Basta citare questo, solo il “clou”, quello che tutti conoscono dell’Ayrton pilota. Anche il resto è storia ma è più per appassionati. E’ quello che tutti percepiamo di lui che conta, anche per chi non lo ricorda o non lo ha mai visto correre: lui rientra in quella ristretta cerchia di miti sportivi capaci di unire solo al pronunciarne il nome. Un uomo semplice che diventa grande: quasi una favola, quella che tutti sognano.

Quel maledetto 1°maggio del 1994

Il week end maledetto era cominciato con l’incidente senza conseguenze a Rubens Barrichello, era proseguito nelle prove del sabato con la tragedia di Roland Ratzemberger: l’incidente mortale alla curva Villeneuve del pilota austriaco aveva sconvolto tutti, Senna per primo. Lui che in quelle ore aveva avuto paura, lui abituato a sfrecciare sotto la pioggia: “Nessuno ci ha ordinato di correre in formula 1, ma non siamo pagati per morire” aveva detto contestando l’avvento di regole nuove che avevano tolto sicurezza alle macchine e ai piloti. Di strada quel ragazzo pensieroso e sempre a caccia della pace interiore (la cercava in Dio diceva) ne aveva fatta tanto da quando, dopo aver scalato le serie minori, aveva esordito in F1 proprio nel Gp di casa, in Brasile nel 1984 alla guida della Toleman-Hart. Aveva 24 anni e per dieci sarebbe stato, con alterna fortuna, comunque il numero uno: e anche con la piccola scuderia inglese, infatti, riuscì ad ottenere subito risultati straordinari. Come il secondo posto a Monaco sotto un nubifragio. E da quei tornanti venne fuori il leit motiv della sua carriera: il talento sotto la pioggia e la rivalità con Prost. Nell’85 il passaggio alla Lotus: sul giro in prova imbattibile e la dicono lunga le sette pole position conquistate.

Altre notizie

Il 25 aprile 1995 moriva Andrea Fortunato , terzino della Juventus

25 aprile
Il difensore della Juve Andre Fortunato , morto il 25 aprile del 1995 .

Il 25 aprile 1995 il numero 3 bianconero si spense a soli 23 anni. Malato di leucemia, morì per una polmonite interstiziale: la stessa infezione provocata dal Covid-19 .

25 anni fa, mentre l’Italia celebrava i 50 anni dalla Liberazione, Andrea Fortunato si arrese alla malattia, e fu come se tutto il mondo del calcio venisse preso per le spalle e per i fianchi e scosso violentemente da questa storia tragica e assurda, com’era assurda l’idea che un calciatore di serie A di 23 anni 

Gianluca Vialli : ” Come ho sconfitto il tumore al pancreas “

gianluca vialli
Gianluca Vialli

Gianluca Vialli: così ho sconfitto il tumore al pancreas, dopo 17 mesi di chemioterapia .

Fanno davvero bene al morale le parole di Gianluca Vialli, amatissimo ex attaccante di Juve e Samp, nonché allenatore e oggi capodelegazione della nazionale azzurra, soprattutto in un momento nel quale molti italiani lottano contro la malattia.

La malattia

Da due anni l’ex campione sta lottando contro il cancro e finalmente vede la luce alla fine del tunnel: “Ora però sto meglio” – ha detto a Repubblica – “A dicembre ho concluso 17 mesi di chemioterapia, un ciclo da 8 e un altro da 9 mesi. Un percorso durissimo dal punto di vista fisico e mentale, anche per uno tosto come me”.

Gli ultimi esami “non hanno evidenziato segni di malattia”, aggiunge. “Sono felice, anche se lo dico sottovoce”.

La ripresa dei campionati

In merito al discusso tema sulla ripresa dei campionati, Gianlica Vialli afferma: “Si dovrebbero dimenticare gli interessi di parte e gli egoismi, ma capisco i presidenti dei club: sono di fronte a una crisi mai vista e qualcuno inevitabilmente ci rimetterà. L’errore da non commettere però è farsi prendere dalla fretta. Si abbia fiducia nelle competenze dei medici e di chi ci prescrive cosa fare: preghiamo che lo sappiano davvero. E si torni in campo solo quando gli esperti diranno che è possibile”.

Giovanni Paolo II : 15 anni fa moriva Papa Wojtyla . ( Fotogallery .

Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II , il 2 aprile del 2005 moriva Papa Wojtyla . Eletto nel conclave il 16 ottobre del 1978 .

Il 2 aprile del 2005 si spegneva all’età di 84 anni il Pontefice polacco. Eletto in conclave il 16 ottobre del 1978, è stato il primo Santo Padre non italiano dopo 455 .

Nato a Wadowice in Polonia il 18 maggio del 1920, è stato eletto in conclave il 16 ottobre del 1978, diventando il 264esimo Papa della chiesa cattolica .

L’attentato :

Il 13 maggio del 1981 Giovanni Paolo II ha subito un attentato in piazza San Pietro per mano del terrorista turco Ali Agca

Tre proiettili colpirono il Pontefice che, dopo aver subito un intervento chirurgico di 5 ore al Policlinico Gemelli di Roma, riuscì a salvarsi. Due anni più tardi, a Natale del 1983, Wojtyla incontrò nel carcere di Rebibbia il suo assalitore, un terrorista appartenente al movimento dei “Lupi Grigi”

L’attentato in piazza San Pietro

Napoli , il padre del ragazzo ucciso : ” Il carabiniere ha sparato alle spalle “

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Il ragazzo ucciso a Napoli

Il padre del 15 enne ucciso a Napoli se la prende con il carabiniere: “Si è distrutto la vita pure lui”. E difende il figlio morto: “Era un grande lavoratore incensurato”

Non vogliamo vendetta, ma deve essere fatta giustizia”. Così Vincenzo Russo commenta le dinamiche che hanno portato alla morte del figlio, il 15enne ucciso a Napoli dopo aver tentato di rapinare un carabiniere. Il padre del baby ladro si è detto certo della sua tesi, secondo cui il militare avrebbe sparato con l’intenzione di togliere la vita al ragazzo: “Con i miei occhi, in ospedale, ho visto che era stato colpito da un proiettile al petto. Il dottore mi ha detto che il secondo lo aveva raggiunto dietro alla testa. Ci sono le telecamere, vadano a vedere i filmati”. Vincenzo Russo però in passato ha avuto dei problemi con la giustizia: “Avevo problemi di tossicodipendenza, ma dal 2004 ho chiuso tutti i conti con la giustizia”. Adesso per vivere usufruisce del reddito di cittadinanza e nel frattempo aspetta il pagamento dell’ultimo mese di una borsa lavoro: “Siamo una famiglia a posto. Il mio primo figlio era un po’ una testa calda ma adesso lavora, i piccoli vanno a scuola”. Ugo è morto in ospedale, al Pellegrini, dove i parenti hanno devastato il pronto soccorso mettendolo fuori uso: “L’ho visto anche io ma non so chi sia stato. Però, mettetevi nei panni delle persone del quartiere, avevano saputo che un ragazzo di 15 anni era stato ucciso in quel modo”. L’uomo ha visto suo figlio per l’ultima volta alle ore 21.00 prima della morte: “Era dal barbiere, si stava tagliando i capelli. Gli ho detto che con la madre saremmo andati a mangiare un panino”. Lo ha poi rivisto alle 6.00 di ieri mattina: “Aveva la testa fasciata, provavano a rianimarlo, ma non c’era nulla da fare”. Infine Vincenzo ha parlato anche del carabiniere, ora indagato per omicidio: “Questa tragedia cambierà per sempre la nostra vita. E anche quella dell’uomo che ha sparato. Se ha un cuore, si è distrutto la vita pure lui

Un orso seduto in cerca di cibo , mentre alle sue spalle il bosco brucia .

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Un orso in cerca di cibo

È un’immagine desolante quella di un orso fotografato in Canada da Troy Moth, che lascia l’amaro in bocca e mostra ancora una volta, il grido d’aiuto della natura distrutta dalla mano dell’uomo. ( Fonte : GreenMe )

Una foto che ha fatto il giro del mondo, che fa tenerezza da un lato, rabbia dall’altro. Un orso con aria confusa e spaesata è seduto sopra un letto di immondizia. Una scena quasi surreale, dove bottiglie di plastica, sacchetti e rifiuti di ogni sorta lo circondano.

Alle spalle il bosco che brucia, lui rassegnato rovista in cerca di cibo. La scena è stata immortalata in una discarica a cielo aperto dal fotografo canadese, che si trovava in una comunità dell’Ontario, in Canada, per girare un documentario.

Fucecchio : una bambina cade in un pozzo , salvata dallo zio .

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Una bambina cade in un pozzo a Fucecchio

Grande paura a Fucecchio, intorno all’ora di pranzo, dove una bambina di 8 anni è caduta in un pozzo in via Poggio Osanna a Torre, frazione di Fucecchio.

E’ successo oggi pomeriggio intorno alle 15.30. La bimba stava giocando quando ha ceduto la lamiera che copriva il pozzo e lo zio l’ha recuperata subito. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e i carabinieri. La bambina  è stata accompagnata in ambulanza all’ospedale di Empoli (Firenze). Solo tanto spavento e poco dopo è stata dimessa.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la bambina stava giocando dietro la propria abitazione, in un terreno privato. A un certo punto sarebbe salita sulla copertura di un pozzo utilizzato dalla sua famiglia a scopo di irrigazione quando, improvvisamente, il tappo avrebbe ceduto. 

Kobe Bryant e sua figlia Gianna che giocano a Basket in palestra ( video )

Kobe
Kobe Bryant

Quando Kobe Bryant giocava a basket con la figlia Gianna nella palestra di casa

In questo video, pubblicato nel 2017 sul profilo Instagram dell’ex campione Nba, Kobe Bryant giocava a basket insieme alla figlia Gianna, soprannominata Gigi, nella palestra di casa. Anche lei è ha perso la vita insieme al cestista e altre sette persone nell’incidente in elicottero.

Kobe Bryant e sua figlia gianna
Kobe e sua figlia gianna che giocano a basket

Mihajlovic , quasi 100 giorni dal trapianto : Sto vincendo la battaglia .

Sinisa Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic ha deciso di confidarsi a Verissimo a quasi 100 giorni dal trapianto, l’allenatore del Bologna lotta dalla scorsa estate contro la leucemia: “Sto vincendo la mia battaglia”. 

Silvia Toffanin continua a dedicare ampio spazio alla storia di Sinisia, dopo aver accolto le due figlie a Verissimo è il momento di una grande esclusiva: l’allenatore del Bologna parla per la prima volta della sua malattia. Settantotto giorni fa Sinisa Mihajlovic si è sottoposto a un trapianto di midollo osseo e come spiegato dall’allenatore i primi 100 giorni sono i più critici: “Superarli sarebbe già un gran traguardo” ha affermato, grato di non aver avuto gravi complicazioni a seguito dell’operazione.

Australia : Devastata dagli incendi … Un miliardo di animali morti .

Incendi i in Australia

Incendi in Australia , la stima di un miliardo, riportata da molti media, è considerata azzardata da diversi esperti: ma non vuol dire che le cose stiano necessariamente meglio . ( Fonte Il Post )

Da settimane gli enormi incendi in Australia stanno devastando ettari ed ettari di foresta, in uno degli eventi ambientali più impressionanti e distruttivi degli ultimi tempi. Tra le foto e i racconti di queste settimane, una delle questioni che ha attirato più attenzioni e preoccupazioni è l’effetto degli incendi sulla fauna australiana, una delle più ricche e uniche al mondo, per via della varietà degli ecosistemi del continente e per il suo isolamento dal resto delle terre emerse del pianeta. Tra le cifre più impressionanti che sono circolate c’è quella che ipotizza che siano morti finora un miliardo di animali: il New York Times ha messo un po di ordine sul’ attendibilità di questa e altre stime.

Australia

A tirare fuori il numero di un miliardo di animali morti è stato Christopher Dickman, docente di ecologia all’Università di Sydney, che la settimana scorsa in un articolo pubblicato sul sito della sua facoltà ha rivisto al rialzo una stima precedente. Per arrivare a questa cifra, Dickman ha fatto affidamento su un documento compilato nel 2007 dal WWF sugli effetti del disboscamento sulla fauna australiana. Quel rapporto calcolava il numero di animali uccisi stimando la densità di mammiferi, uccelli e rettili nel New South Wales, la regione meridionale dove si trova Sydney, e moltiplicando questo numero per la superficie di vegetazione distrutta.

Firenze : Diverse scosse di terremoto nella notte nel Mugello .

Firenze
Nuove scosse di terremoto

Nuove scosse di terremoto registrate a Scarperia

La terra continua a tremare in Toscana, nel Mugello, a poche decine di chilometri da Firenze. Dopo le quattro scosse registrare nella serata dell’8 dicembre con epicentro a circa 40 chilometri dal capoluogo di regione, nelle prime ore del 9 dicembre ancora fenomeni sismici, stavolta di intensità maggiore. Anche in questo caso la zona dell’epicentro è stata individuata dai sismografi dell’Ingv nel comune fiorentino di Scarperia e San Piero. La prima scossa, di magnitudo 2.4 si è verificata alle 3.38, un minuto dopo un terremoto più forte: 3.2.

23 novembre 1980 , il terremoto in Irpinia : Morirono 3.000 persone .

Un minuto e venti secondi interminabili, morirono quasi 3000 persone .

irpinia
Terremoto in Irpinia del 1980

Chi c’era, quel 23 novembre del 1980 ricorderà per sempre l’ora del terremoto, le 19:34. E cosa faceva in quel momento. A quei tempi i canali tv si contavano sulle dita delle mani e a quell’ora la Rai trasmetteva un tempo di una delle partite della serie A giocate nel pomeriggio. Chi ne aveva approfittato per una gita fuori porta non poté non notare l’anomalia di una giornata calda, troppo calda per quella stagione. La terra tremò in Campania e Basilicata, con epicentro in Irpinia, per circa 90 interminabili secondi.

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Un minuto e mezzo che rase al suolo interi paesi provocando circa 3000 morti, 9000 feriti, 300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte, interi paesi isolati per giorni. Oggi, a 35 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane che seguirono, caratterizzate da uno Stato impotente dinanzi al disastro, incapace di coordinare i soccorsi, tardivi e insufficienti nonostante lo sforzo immenso messo in campo dai volontari, è tutt’altro che sbiadito. Dei 119 comuni irpini, furono 99 quelli che riportarono danni alle strutture.

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Il sisma fu avvertito pesantemente anche a Napoli dove la gente si riversò in strada per passare la notte. Il tempo ha placato le furenti polemiche sull’erogazione dei fondi per la ricostruzione e sulle risorse destinate allo sviluppo industriale: complessivamente, per i comuni colpiti di Campania, Basilicata e Puglia, sono stati stanziati quasi 30 miliardi di euro (dati 2011 della Camera dei Deputati). Restano ancora code che riguardano le aree industriali della ex legge 219/81 e i fondi destinati ai Comuni. Ma resta soprattutto il ricordo dell’impegno dei sindaci nella ricostruzione e quello dei volontari di tutta Italia in uno scenario post bellico.

Lo Stato mise in campo anche un robusto piano per la realizzazione di nuove infrastrutture e aree industriali, con uno stanziamento di circa 13 mila miliardi di lire (circa 6,7 miliardi di euro): 13 in Campania e sette in provincia di Potenza (Baragiano, Isca Pantanelle, San Nicola di Melfi, Tito, Viggiano, Valle di Vitalba, Balvano – a cui si aggiunge quella di Nerico, a cavallo con l’Avellinese). Nelle aree industriali si insediarono centinaia di imprese (un’ottantina delle quali in Basilicata); molte ebbero vita difficile e ormai sono chiuse senza dare continuità a quel progetto di ricostruzione e sviluppo che il legislatore aveva immaginato per il “cratere” del terremoto e i territori che lo circondavano.

Gianluca Vialli : ” Io ho un’obbiettivo , morire dopo i miei genitori ” .

Gianluca Vialli, la dura battaglia personale contro il tumore al pancreas: una malattia la cui speranza di vita è tra le più basse.

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Gianluca Vialli

In una passata intervista, Gianluca Vialli ha parlato a cuore aperto della sua malattia: il tumore al pancreas. Una lotta impari contro un male oscuro che, però, non sembra avergli rubato la forza e la tenacia che da sempre lo hanno contraddistinto tanto da dichiarare al Corriere della Sera: “L’HO CONSIDERATA SEMPLICEMENTE UNA FASE DELLA MIA VITA CHE ANDAVA VISSUTA CON CORAGGIO E DALLA QUALE IMPARARE QUALCOSA.  SAPEVO CHE ERA DURO E DIFFICILE DOVERLO DIRE AGLI ALTRI, ALLA MIA FAMIGLIA.” NON VORRESTI MAI FAR SOFFRIRE LE PERSONE CHE TI VOGLIONO BENE: I MIEI GENITORI, I MIEI FRATELLI E MIA SORELLA, MIA MOGLIE CATHRYN, LE NOSTRE BAMBINE OLIVIA E SOFIA”. MI SONO DATO SUBITO DEGLI OBIETTIVI A LUNGA SCADENZA: NON MORIRE PRIMA DEI MIEI GENITORI E PORTARE LE MIE FIGLIE ALL’ ALTARE

Vigili del fuoco morti ad Alessandria , confessa il proprietario della cascina .

Ha confessato Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina la cui esplosione ha causato la morte di tre vigili del fuoco, Quargnento

vigili del fuoco
La cascina dove sono morti i tre vigili del fuoco

Ha confessato Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina la cui esplosione ha causato la morte di tre vigili del fuoco, Quargnento. Lo spiega il procuratore capo di Alessandria Enrico Cieri: “Giovanni Vincenti ha confessato in maniera esaustiva e piena dando pieno riscontro agli elementi acquisiti durante la perquisizione: l’indagato ha ribadito di voler danneggiare le cose ma ha escluso la volontà omicida”. La moglie dell’uomo, a lungo interrogata dagli investigatori, è indagata a piede libero per il concorso negli stessi reati: “Abbiamo ritenuto che la sua posizione indiziaria non fosse così grave e comunque necessaria di ulteriori approfondimenti e accertamenti”. Il procuratore afferma che quando accaduto poteva essere evitato: “La notte della tragedia Vincenti è stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato”, ma il proprietario della cascina “non ha detto che all’interno della casa c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all’1.00, ci sarebbe stata mezz’ora di tempo per evitare la tragedia”. Quanto alle accuse, il procuratore fa sapere che oltre a quelle di “disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie stiamo valutando un’ulteriore aspetto che è quello della frode ai danni della compagnia di assicurazione per lo meno nella forma tentata perché il crollo di questo edificio era volto a conseguire il premio di un milione e mezzo dell’assicurazione che era stata stipulata lo scorso agosto anche per fatto doloso altrui”. Decisivo per la confessione il manuale di istruzione del timer utilizzato per innescare le bombole di gas, ritrovato nella camera da letto di Vincenti. el fuuoco uoococ

Verona-Brescia cori razzisti , Balotelli minaccia di lasciare il campo .

Cori razzisti a Verona e Mario Balotelli si ferma. L’episodio è avvenuto al 54′ del match del Bentegodi. L’attaccante del Brescia, preso di mira dai tifosi  .

balotelli
L’attaccante del Brescia Mario Balotelli

Cori razzisti a Verona e Mario Balotelli si ferma. L’episodio è avvenuto al 54′ del match del Bentegodi. L’attaccante del Brescia, preso di mira dai tifosi dell’Hellas, ha interrotto l’azione di gioco che lo vedeva protagonista e calciato violentemente il pallone verso gli spalti minacciando di lasciare il campo, come fece Zoro in un Messina-Inter del 2005. E anche questa volta, come allora con Adriano a calmare l’avversario, sono stati i compagni del Brescia ma anche i giocatori del Verona a far desistere Balotelli dal proposito di andarsene. La partita è stata interrotta dall’arbitro Mariani e, dopo l’annuncio dello speaker, il gioco è ripreso dopo uno stop di 4′.

Gasperini ancora una volta recrimina dopo l’espulsione di Ilicic .

L’ allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha parlato a Dazn:

Gasperini
L’allenatore dell’Atalanta Gasperini

“Gara sciupata soprattutto nella prima parte, è chiaro. Il rosso a Ilicic? Non ho voglia di queste cose, entrambi si sono strattonati, potevano andare fuori tutti e due, e Lykogiannis era anche già ammonito. Se vanno fuori tutti e due è un discorso diverso, ma è stato espulso solo Ilicic ed è stato episodio che ha condizionato la gara”.