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Cagliari , incidente stradale per Andrea Cossu sulla statale 554

Cagliari
Il dirigente del Cagliari Andrea Cossu

L’ex calciatore e adesso dirigente del Cagliari ha avuto un terribile incidente sulla statale 554 , dove è rimasto ferito e resta in prognosi riservata .

Il dirigente del Cagliari Andrea Cossu è rimasto ferito in un incidente stradale :  L’ex centrocampista era alla guida della sua auto, una Ford Focus, distrutta dopo aver carambolato sulla carreggiata in direzione Cagliari. Dopo i soccorsi, Cossu è stato trasportato in ospedale in codice rosso ed è in gravi condizioni, ma non sarebbe in pericolo di vita .

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Mihajlovic : ” Non c’è da vergognarsi ad avere paura “

Mihajlovic
L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic

L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic si racconta cosi nel giorno del suo 52° compleanno .

Le parole dell’allenatore del Bologna Sinisa Mihajolovic :

Dopo l’ultimo ciclo non ho sentito la squadra per tre settimane, ero troppo debole, ora ci sarò sempre quando posso, perché mi fa sentire vivo. So che non è la fine del percorso ma un po’ per me sì, perché sono uscito da quell’ospedale, spero da uomo migliore.

“Ho passato 4 mesi in una stanza, solo, sognando di respirare l’aria fresca, incazzandomi alla tv per le partite.

Sinisa Mihajolivic

Il racconto dei mesi difficili e della lunga lotta per debellare la leucemia.

Non mi sono mai sentito un eroe, aver coraggio non vince queste malattie, e voglio dire a tutti quelli che stanno passando la stessa esperienza che non si devono sentire meno forti se affrontano la malattia in modo diverso, non c’è da vergognarsi ad avere paura, essere disperati, piangere, l’unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere”

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Verona : Gresele, difensore dell’Hellas folgorato dai fili del treno.

Verona
Il giovane difensore della primavera dell’ Hellas Andrea Gresele

Il difensore della Primavera dell’Hellas Verona , già nel giro della prima squadra: operato per un edema cerebrale. 

È in terapia intensiva Andrea Gresele, giocatore della Primavera del Verona rimasto folgorato dopo aver toccato i fili dell’alta tensione di un treno.

L’incidente risale a sabato sera, il 18enne dopo una cena con degli amici e è salito sul tetto del treno nella stazione di Porta Vescovo. È stato folgorato da una scarica elettrica dell’impianto di alimentazione dei treni e nella caduta dall’altezza di 4 metri ha riportato una frattura a una vertebra e un ematoma intracranico, ieri mattina è stato sottoposto a un intervento chirurgico e ora è in terapia intensiva, la prognosi è riservata.

Gabriel Batistuta : Il leggendario calciatore che ci ha fatto sognare .

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Kobe Bryant : Un anno dalla scomparsa di Kobe e di sua figlia Gianna .

kobe bryant
Il cestista Kobe Bryant e sua figlia Gianna

Un anno senza Kobe Bryant: un vuoto che resta incolmabile, non solo nella Nba .

Il 26 gennaio del 2020 iniziò a rimbalzare la notizia della morte di Kobe Bryant in un incidente in elicottero poco fuori Los Angeles, nessuno voleva crederci. Tutti gli appassionati di sport, non solo quelli di basket, incrociarono all’unisono le dita, sperando in una di quelle fake news di cattivo gusto che ogni tanto spuntano nel ‘mare magnum’ di internet. Invece, purtroppo, era tutto vero: e d’improvviso un generale senso di dolore prima e intorpidimento poi colpì tutto il mondo dello sport per la perdita di un’icona inimitabile. Il cui ricordo resta e resterà per sempre vivo. Bryant : Ritirata la maglia con numero 2 di Gianna , figlia di Kobe Bryant .

Kobe Bryant
Bryant e sua figlia Gianna

Assieme a Kobe, in quella maledetta mattinata losangelina, c’erano altre otto persone, nessuna delle quali riuscì a salvarsi: tra di loro anche la piccola Gianna Maria, detta Gigi, che aveva soltanto 13 anni ma sognava in grande, tanto che pensava già all’università e a una carriera da cestista per raccogliere l’eredità del padre, dal quale non si separava praticamente mai. Un dolore aggiunto al dolore, capace di fermare un Paese che, quasi cinicamente, fa molto spesso dell’espressione “the show must go on” un vero e proprio mantra. Kobe Bryant e sua figlia Gianna che giocano a Basket in palestra ( video )

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Brasile : Cade aereo, muoiono 4 giocatori e il presidente del Palmas

Brasile
Brasile , tragedia: Cade aereo

Brasile , Altra tragedia nel mondo del calcio : Aereo cade e muoiono 4 giocatori e il presidente del Palmas . ( fonte : Fiorentina.it )

Tragedia nel calcio brasiliano. Un piccolo velivolo è precipitato in un campo senza lasciare scampo ai passeggeri. Che erano in volo per una partita di Coppa Verde. A bordo 4 calciatori del Palmas: il terzino sinistro Lucas Praxedes, 23 anni, il difensore Guilherme Noé, 28, il portiere Ranule, 27, la mezzala Marcus Molinari, 23 figlio dell’ex giocatore dell’Atlético Mineiro Marinho .

 Oltre al presidente della società, Lucas Meira, 32, e il pilota del velivolo, di cui al momento è noto solo il nome Wagner. Il Palmas, club della città omonima nello stato di Tocantins nel Brasile settentrionale, stava andando a Goiânia, nel Centro-Ovest del Brasile, dove lunedì 25 era in programma il match col Vila Nova. La Coppa Verde garantisce al vincitore la partecipazione alla Coppa del Brasile entrando in gioco dalla terza fase.

Non sono ancora note le cause del disastro. Il piccolo aereo, appena decollato, poco dopo è precipitato in un boschetto vicino alla pista dell’Associazione Tocantinense a Porto Nacional, comune situato a circa 60 km da Palmas, prendendo fuoco.

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Muore in un incidente stradale Gandiaga , calciatore dell’Athletic Bilbao .

Aitor Gandiaga , calciatore dell’Athletic Bilbao 

Muore in un incidente stradale Aitor Gandiaga. Il giovane centrocampista di proprietà dell’Athletic Bilbao .

Il calcio spagnolo piange Aitor Gandiaga. Il giovane centrocampista di proprietà dell’Athletic Bilbao è morto domenica in un incidente stradale. Dopo la notizia sui media spagnoli è arrivato anche il tweet del club della Liga: «Enorme dolore per un giovane che ha lasciato il segno su Lezama. Un grande abbraccio a famiglia, amici e compagni di squadra di Gernika». Aveva 23 anni e si sarebbe schiantato con la sua auto contro un autobus nella sua città natale di Markina-Xemein, nei pressi del valico di Iruzubieta, nei Paesi Baschi.  

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Vittorio Cecchi Gori e la sua nuova fidanzata Barbara .

Vittorio Cecchi Gori
L’ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori

Vittorio Cecchi Gori, il produttore cinematografico si sarebbe legato a una nuova fidanzata, più giovane di lui di 46 anni . ( Fonte : Fanpage.it )

Lo storico produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori si sarebbe legato a una donna di nome Barbara, più giovane di lui di 46 anni. Lo ha dichiarato sulle pagine di Libero Antonio De Luca, noto medico legale di Roma molto amico di Cecchi Gori, 78 anni, che in passato è stato sentimentalmente legato a Rita Rusic .

De Luca ha spiegato di aver incontrato la donna ai festeggiamenti per il 31 dicembre: “Abbiamo trascorso a casa di Vittorio il Capodanno, come prevede il dpcm del Governo che non vieta di salutare amici e parenti prima del coprifuoco. C’era anche la fidanzata di Cecchi Gori: si chiama Barbara e fa l’attrice”.

Sembra che la ragazza potrebbe prendere parte al prossimo film da lui prodotto. In cantiere, il magnate toscano ha il (già discusso) remake del celeberrimo Il sorpasso di Dino Risi con Jean Louis Trintignant e Vittorio Gassman.

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Conte : ” Conferma lo stop agli spostamenti del 21 dicembre al 7 gennaio “

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Giuseppe Conte

Confermato lo stop agli spostamenti tra Regioni dal 21 al 6 gennaio e al di fuori dei Comuni il 25, 26 e 1

Giuseppe Conte in conferenza stampa ha illustrato il nuovo Dpcm. “In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ci saranno ulteriori restrizioni nel periodo 21 dicembre 6 gennaio. Vietati tutti gli spostamenti tra Regioni anche per raggiungere le seconde case”. “A Natale, Santo Stefano e primo gennaio anche vietati gli spostamenti da un comune all’altro”.

Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.

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Mike Tyson contro Roy Jones : L’incontro finisce pari all’ottava ripresa .

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Mike Tyson e Roy Jones

Iron” epico a 54 anni contro Roy Jones jr: al termine di 8 riprese piene di lampi di classe i giudici non assegnano la vittoria. 

Pari e spettacolo. Una volta lo chiamavano Kid Dynamite: “Voglio che il mondo veda quanto sono grande”. Ora Iron Mike Tyson è Old Dynamite, 15 anni dopo l’ultima volta sul ring. Epico, eroico a 54 anni. Come l’avversario, Roy Jones jr, 51 anni, 23 corone mondiali all’attivo e senza match da due anni.

Mike pesa quasi cento chili, negli anni d’oro era il più aggressivo anche per il movimento di gambe. Usa più il sinistro, è istinto puro. Jones è più mobile di tronco, Tyson ha tanta foga: colpisce anche oltre la campana ma poi si scusa con l’avversario. Il match è intenso, Tyson esplode un montante, è più rapido del rivale ancorché più pesante .

I due pugili non si risparmiano ma sanno che 8 round a quell’età, da cinquantenne, sono lunghi. Jones con tre colpi di alleggerimento al corpo prova a mettere in difficoltà Tyson, che calibro un sinistro mirato. Il quinto round è il più combattuto, a viso aperto. Potenza contro velocità: l’eterno dubbio. Tyson tiene il centro del ring, al sesto round sembrano sorreggersi in quanto a forze: Jones resiste, Tyson cerca di portarlo all’angolo, gli mancano certe serie ma dopo 15 anni non si può pretendere di pià. Si prosegue con alcuni lampi di classe, da autentici mattatori.

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Diego Armando Maradona , morto per arresto cardiaco questa mattina .

diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona

È morto Diego Armando Maradona, vittima di un arresto cardiaco questa mattina nella sua abitazione.

È morto Diego Armando Maradona, vittima di un arresto cardiaco questa mattina nella sua abitazione. Il Pibe de Oro, capitano dell’Argentina campione del mondo nel 1986, aveva compiuto 60 anni lo scorso 30 ottobre e due settimane fa era stato operato al cervello per un ematoma subdurale.

Da molti considerato il più grande calciatore di tutti i tempi, ha vestito le maglie di Argentinos Juniors, Boca Juniors, Barcellona, Napoli e Siviglia, chiudendo poi con il calcio giocato in patria. In seguito si è dedicato alla carriera da allenatore, guidando la nazionale Albiceleste dal 2008 al 2010. La sua ultima tappa è stata il Gimnasia La Plata.

Nato nel 1960 a Buenos Aires, Maradona ha strabiliato il mondo con le sue giocate spettacolari, realizzando contro l’Inghilterra quello che viene considerato ancor oggi il gol più bello della storia e, nello stesso quarto di finale dei Mondiali del 1986, la rete che gli è valsa l’appellativo di Mano de Dios. Genio e sregolatezza, le due caratteristiche che lo contraddistinguevano. Eccessi di alcol e droga ne hanno infatti segnato la vita privata: nel 2000 e nel 2004 ha subito due crisi cardiache riconducibili al consumo di stupefacenti. La terza, ora, gli è stata fatale.

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D’Orazio , lunedì i funerali per dare l’ultimo saluto a Stefano .

D'Orazio
Stefano D’Orazio e Roby Facchinetti

Tanti i messaggi di cordoglio per la morte di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, che si è spento ieri sera nella Columbus del Policlinico Gemelli di Roma.

 I dettagli dei funerali non sono ancora stati annunciati, ma si sta studiando la possibilità di tenere una cerimonia all’aperto per lunedì nella capitale.

nel rispetto delle norme anti-covid . per consentire a tutti di dargli l’ultimo saluto.
    “Per me questo è il momento del silenzio, voglio solo essere vicino con il mio pensiero alla moglie Tiziana, alla sorella Paola e a Silvia”, dice all’ANSA Roby Facchinetti. “Ho perso una parte di me stessa, Stefano era la mia forza, il mio sorriso, mi mancherà tutto di lui”. sono le parole della moglie Tiziana Giardoni .

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2 agosto 1980 : Quaranta anni fa , la strage alla stazione di Bologna .

2 agosto 1980
La strage del 2 agosto 1980 alla stazione di bologna

Alle 10.25 del 2 agosto 1980, un torrido sabato di esodo verso le vacanze, una valigia piena di tritolo esplose nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna, lasciando a terra 85 morti e 200 feriti .

La prima ipotesi circolata sulle cause, quella dell’incidente provocato dallo scoppio di una caldaia, non regge a lungo, anche perché nel punto dell’esplosione non ce ne sono, e in poche ore lascia il passo alla certezza dello scenario più temuto: l‘attentato terroristico con una bomba ad alto potenziale. Da subito, senza soste e per ore, si mettono all’opera sanitari, vigili del fuoco, forze dell’ordine, Esercito, volontari, alla ricerca di vite da soccorrere e da salvare.  Dagli ospedali arriva l’appello a medici e infermieri di tornare in servizio, mentre un autobus Atc della linea 37, la vettura 4030, diventa simbolo di quel terribile giorno, trasformandosi in un improvvisato carro funebre che ha come capolinea la Medicina legale (allora in via Irnerio, a poca distanza) per trasportare le salme.

In stazione arriva il presidente della Repubblica Sandro Pertini, commosso e angosciato, mentre tutt’intorno una catena umana continua a spostare detriti nella speranza di trovare tracce di vita. Quella stessa sera piazza Maggiore si riempie per una manifestazione, la prima risposta di mobilitazione politica per chiedere giustizia e verità, mentre a tarda notte all’obitorio, si tenta di dare un nome alle vittime dai pochi resti ritrovati. Il giorno dei funerali, il sindaco Renato Zangheri ricorda come lo stesso copione fosse stato già vissuto sei anni prima, il 4 agosto 1974, sull’Italicus a San Benedetto Val di Sambro, con 12 morti e 44 feriti.

La memoria Le commemorazioni del quarantesimo anniversario della strage di Bologna si sono aperte il 30 luglio con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la prima visita di un Capo dello Stato dopo quella storica di Sandro Pertini nel 1980.

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Elefantessa uccisa con petardi nascosti in un ananas .

elefantessa
Elefantessa uccisa con i petardi in India

Stanno facendo il giro del mondo le foto di una elefantessa morta dopo aver mangiato un ananas imbottito di petardi

Le immagini dell’elefantessa morta nello stato del Kerala, in India stanno riempiendo le home page dei principali social media in queste ore. Una fine terribile e drammatica quella del pachiderma, peraltro incinta, avvenuta “per aver mangiato un ananas imbottito di petardi”. A denunciarlo sono state la autorità locali, con Mohan Krishnan, ufficiale forestale, che ha condiviso sui social gli ultimi angoscianti scatti dell’animale, mentre cercava sollievo nelle acque di un fiume. Tuttavia ci sono alcune cose che vanno chiarite in merito a questa storia.

Le più importanti agenzie di stampa che operano nel sud dell’India – come The Hindu e The New Indian Express – hanno riferito che l’elefante è morto dopo aver consumato “ananas carico di esplosivi” a Palakkad, a circa 80 chilometri dal distretto di Mallapuram. Un altro organo di stampa, IANS, ha contattato Samuel Pachuau, guardiano del Wildlife Warden del Parco nazionale della Silent Valley, a Palakkad, il quale ha affermato di essere “certo” di trovare gli autori di questo crimine. “È avvenuto il 23 del mese scorso, quel giorno siamo venuti a conoscenza di questo incidente quando l’elefante è stato avvistato vicino a una fonte d’acqua fuori dal parco nazionale” ha detto.

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La sorella di Gattuso Francesca muore a 37 anni , lascia un figlio .

La sorella di gattuso
Francesca la sorella di Gattuso , morta a soli 37 anni

La sorella di Gattuso Francesca morta a 37 anni lascia un figlio di 5: aveva lavorato al Milan. Colpita da una forma molto aggressiva di diabete, era stata operata d’urgenza a febbraio: aveva lavorato alla segreteria medica di Milanello, gestiva delle attività commerciali a Gallarate .

Il dramma di Rino Gattuso si è consumato martedì mattina, quando una telefonata della moglie Monica lo ha avvertito: Francesca non ce l’ha fatta. Francesca Gattuso aveva 37 anni ed era legata al fratello Rino da un rapporto molto forte, di quelli che vanno oltre il legame familiare. Si era ammalata già qualche mese fa e con il sostegno della famiglia aveva affrontato il calvario sempre con il sorriso e una grande forza di coraggio. Una combattente, così spesso Gattuso parlava di lei. È morta all’alba dopo che le sue condizioni di salute si sono aggravate ulteriormente nella notte.

Era stata operata a febbraio

Soffriva di una forma di diabete particolarmente aggressiva ed era stata operata d’urgenza a febbraio, quando Gattuso era impegnato con il Napoli a Genova nella sfida contro la Sampdoria. Quella sera l’allenatore disertò la conferenza stampa per trasferirsi immediatamente a Busto Arsizio dove Francesca era ricoverata. Dopo un periodo in terapia intensiva si era ripresa ma le sue condizioni di salute non hanno mai dato spazio a troppe speranze, al punto che non ha mai lasciato l’ospedale. Eppure la sua grande forza le consentiva di dare conforto a suo marito Marco Amaranto e al loro figlio di appena cinque anni.

Francesca aveva lavorato nel club del Napoli

Martedì mattina Rino Gattuso che continuava ad avere con lei un rapporto telefonico costante, era al centro sportivo di Castel Volturno quando, poco prima dell’inizio dell’allenamento, è stato avvisato. Immediatamente è partito per Gallarate, dove vive la sua famiglia e dove anche Francesca gestiva alcune attività commerciali. Sui social tanti tifosi del Napoli e di altre squadre hanno espresso la propria vicinanza all’allenatore calabrese attraverso messaggi di cordoglio. Il primo club italiano ad esprimere solidarietà nei confronti di Gattuso è stato il Verona, con un messaggio pubblicato attraverso il proprio profilo Twitter, poi il Milan la seconda casa di Rino Gattuso, dove Francesca aveva lavorato per un periodo alla segreteria medica del club. Il Napoli naturalmente si è stretto al proprio allenatore, sia con un messaggio istituzionale sui social ma anche con testimonianze di affetto rilasciate personalmente.

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Strage di Capaci : l’omaggio a Falcone , alla moglie e alla scorta .

strage di capaci
Il giudice Giovanni Falcone

Strage di Capaci: l’omaggio a Falcone, alla moglie e alla scorta | Mattarella: “Con Borsellino luci nelle tenebre ( fonte : tgcom 24 )

Strage di Capaci : Lenzuoli ai balconi anche delle sedi istituzionali, ricordi e spettacoli in streaming, incontri a distanza. Palermo e altre città ricordano senza i cortei e le navi della legalità, a causa dell’emergenza sanitaria, l’attentato di Capaci che, 28 anni fa, costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. 

Il messaggio del presidente Mattarella – “La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato. Hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione. Provocando volontà di giustizia e di legalita'”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 28simo anniversario della strage di Capaci. E aggiunge: – “I mafiosi, nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società.

Nella loro mentalità criminale, non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste”.

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Michele Bacis : il figlio di otto anni cade dalla finestra e muore .

Michele Bacis
L’ex calciatore della Fiorentina Michele Bacis

Muore il figlio di Michele Bacis , ex calciatore di Fiorentina e Genoa , cadendo dalla finestra .

Tragedia per Michele Bacis : Come sia salito su quella finestra al terzo piano di un antico edificio del centro storico di Arezzo resta un mistero. Erano passate le 22 quando il figlio di 8 anni è precipitato nel vuoto.

Muore durante il trasporto con il Pegaso

Soccorso dopo pochi minuti, il bambino è stato subito trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo ma il suo cuore ha cessato di battere durante il tragitto. Il 118 aveva anche allertato l’elicottero Pegaso per un eventuale trasporto del piccolo all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze ma tutto è stato inutile. Una nuova tragedia che ha prostrato Bacis, già allenatore dell’Arezzo calcio, che proprio pochi giorni fa aveva raccontato alla cronaca della Nazione di Arezzo i gravi lutti che la sua famiglia aveva dovuto subire nella a Bergamo a causa del Covid-19.

I vicini hanno raccontato

Sulle cause dell’incidente indaga la polizia. «Abbiamo sentito un tonfo sordo che veniva dalla strada, ci siamo affacciati e abbiamo visto il corpo del bambino e poi abbiamo sentito le urla dei genitori», hanno raccontato i vicini di casa, non lontano da Palazzo Cavallo, sede del Comune di Arezzo.

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Ezio Bosso , il maestro che sapeva commuovere .

Ezio Bosso
Il maestro Ezio Bosso

Ezio Bosso conviveva ormai dal 2011 con una malattia neurodegenerativa. A stroncarlo, un cancro .

Ezio Bosso è morto. Il grande musicista, pianista, direttore d’orchestra compositore, se n’è andato stanotte nella sua casa di Bologna. Aveva 48 anni. Accanto a lui la sua compagna Annamaria e i suoi cani amatissimi. A portarselo via il cancro con cui conviveva da molti anni e che lo costringeva a lunghi periodi di sosta per le terapie. Ad acuire il quadro clinico la malattia neurodegenerativa che l’aveva costretto in carrozzella. Eppure, nonostante tutti questi mali, Ezio non si è mai arreso. Ha continuato a combattere fino alla fine con il coraggio di un leone. La musica, la sua passione più grande, la sua ragione di vita, l’aveva anzi spinto a sfide sempre più grandi. A trasformare ogni sconfitta del corpo in una rinascita dello spirito .Bosso , si innamora della musica da bambino

Nato a Torino il 13 settembre 1971, padre operaio,  si innamora della musica da bambino, grazie a una prozia pianista. Per seguire la passione a 16 anni se ne va da casa, debutta come solista in Francia. L’incontro con Ludwig Streicher, contrabbassista dei Wiener Philharmonic, segna il suo destino. Intuendone il talento, il musicista austriaco lo indirizza all’Accademia di Vienna dove Bosso studia contrabbasso, composizione, direzione d’orchestra. E da contrabassista suona in importanti formazioni, tra cui la Chamber Orchestra of Europe di Claudio Abbado. Con il maestro milanese Ezio instaura un legame non solo artistico ma di amicizia. Dopo la morte di Abbado, nel 2017 sarà Ezio a farsi testimonial dell’eredità della sua ultima creatura, l’Associazione Mozart14, nata a Bologna per portare la musica nei luoghi del dolore, nelle carceri, negli ospedali. Il percorso nella malattia di Claudio sarà per Ezio un esempio di resistenza e di rinnovato impegno in una musica che, come amava ripetere, «è la vera terapia».

La sua malattia

Il suo calvario inizia nel 2011, prima una grave neoplasia, poi la malattia neurodegenerativa che in breve lo porterà sulla sedia a rotelle. Ma segna anche la sua rinascita come artista. 

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Balottelli e Felipe Melo : “Chiellini non hai coraggio di dire le cose in faccia”.

Balottelli
Mario Balottelli e Felipe Melo

Mario Balottelli e Felipe Melo replicano a Giorgio Chiellini : ” Non hai il coraggio di dire le cose in faccia “

Balottelli e Felipe Melo replicano al capitano della Juventus che in un’intervista a Repubblica ha detto chiaramente cosa pensa degli ex compagni, giudizi che ha riportato anche nella sua autobiografia in uscita nei prossimi giorni .

La risposta di Super Mario a Chiellini : “Io almeno ho la sincerità e il coraggio di dire le cose in faccia – scrive Balotelli su Instagram – tu dal 2013 avresti avuto tante occasioni per farlo, comportandoti da vero uomo, ma non l’hai fatto. Chissà cosa dirai un giorno dei compagni di oggi, strano capitano. Se questo vuol dire essere un campione, allora preferisco non esserlo. E alla maglia azzurra non ho mai mancato di rispetto”.

Pungente anche il commento di Felipe Melo :

Quando ero a Torino, non ho mai mancato di rispetto a nessuno: ai compagni, ai dirigenti, alla Juventus in generale. A questo punto, però, per lui non ne ho per nulla. E mai ne avrò. Dice che Balotelli sia da prendere a schiaffi e che io sia il peggio del peggio e che si rischiava sempre la rissa per colpa mia? Beh, lui se la faceva sempre addosso… E poi, scusate: troppo facile parlare male degli altri con un libro. Forse ‘questo difensore’ è ancora arrabbiato con me perché, quando sono andato al Galatasaray, abbiamo dato loro degli ‘schiaffi’ eliminandoli dalla Champions League”, conclude.

I nostri articoli :

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Giovanna Botteri, Michelle Hunziker si difende sui social (video)

giovanna Botteri
La giornalista Giovanna Botteri

La conduttrice risponde a chi ha accusato di aver avallato le ironie social sulla giornalista Rai Giovanna Botteri

«Si è alzato un polverone incredibile su una fakenews. Dicono che noi abbiamo offeso pesantemente una giornalista Rai, Giovanna Botteri. Cosa assolutamente non vera. Con Striscia la Notizia abbiamo mandato in onda un servizio a favore di questa giornalista, dicendo che tanti media e molti social l’hanno presa in giro per il suo look e noi invece prendiamo atto che si è fatta un’ottima e bellissima messa in piega. Questo non è attaccare una persona, ma rimanere nei toni di Striscia come sempre e soprattutto non è bodyshaming. E cerchiamo di andare a vedere e verificare prima di accusare». Queste le parole di Michelle Hunziker che sui social ha voluto rispondere alle critiche dopo il servizio andato in onda a Striscia la Notizia sulla giornalista Rai. 

Il caso Giovanna Botteri

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Ayrton Senna , ventisei anni fa l’ultimo addio al pilota di formula uno .

Il pilota di formula uno Ayrton Senna

Sulla pista di Imola, un giovane campione 34enne, di nome Ayrton Senna muore dopo lo schianto della sua autovettura, la Williams.

A Imola la morte in pista così cruenta del pilota venuto da San Paolo ha segnato una linea tra quello che c’era prima e quanto non ci sarebbe più stato: e non solo i duelli tra curve e sorpassi con Alain Prost, quell’odio che sapeva di gomme abrase e sguardi di fuoco, ma fatto di rispetto e agonismo puro, l’amore mai nato con la Ferrari che non ha potuto scrivere nei suoi annali il nome del campione più grande. Alla Formula Uno da quel primo maggio manca un campione che la morte così prematura e violenta ha reso eroe senza tempo. Aveva 34 anni compiuti da poco, tre mondiali già vinti, e un’inquietudine più forte che mai: voleva quasi rinunciare a correre quella domenica sulla pista imolese, troppi brutti presagi.

Un vero campione

Tutto vero quello che si è detto e si è scritto dopo la sua morte: Senna l’uomo, Senna il pilota, Senna il fuoriclasse e il gentiluomo. Vera anche la sua storia in pista: Senna e Prost, nemici-amici; la vittoria senza marce a Interlagos, il capolavoro in rimonta a Donington Park nel ’93, sotto il diluvio, un’impresa che è forse la migliore nella storia di questo sport. Basta citare questo, solo il “clou”, quello che tutti conoscono dell’Ayrton pilota. Anche il resto è storia ma è più per appassionati. E’ quello che tutti percepiamo di lui che conta, anche per chi non lo ricorda o non lo ha mai visto correre: lui rientra in quella ristretta cerchia di miti sportivi capaci di unire solo al pronunciarne il nome. Un uomo semplice che diventa grande: quasi una favola, quella che tutti sognano.

Quel maledetto 1°maggio del 1994

Il week end maledetto era cominciato con l’incidente senza conseguenze a Rubens Barrichello, era proseguito nelle prove del sabato con la tragedia di Roland Ratzemberger: l’incidente mortale alla curva Villeneuve del pilota austriaco aveva sconvolto tutti, Senna per primo. Lui che in quelle ore aveva avuto paura, lui abituato a sfrecciare sotto la pioggia: “Nessuno ci ha ordinato di correre in formula 1, ma non siamo pagati per morire” aveva detto contestando l’avvento di regole nuove che avevano tolto sicurezza alle macchine e ai piloti. Di strada quel ragazzo pensieroso e sempre a caccia della pace interiore (la cercava in Dio diceva) ne aveva fatta tanto da quando, dopo aver scalato le serie minori, aveva esordito in F1 proprio nel Gp di casa, in Brasile nel 1984 alla guida della Toleman-Hart. Aveva 24 anni e per dieci sarebbe stato, con alterna fortuna, comunque il numero uno: e anche con la piccola scuderia inglese, infatti, riuscì ad ottenere subito risultati straordinari. Come il secondo posto a Monaco sotto un nubifragio. E da quei tornanti venne fuori il leit motiv della sua carriera: il talento sotto la pioggia e la rivalità con Prost. Nell’85 il passaggio alla Lotus: sul giro in prova imbattibile e la dicono lunga le sette pole position conquistate.

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Il 25 aprile 1995 moriva Andrea Fortunato , terzino della Juventus

25 aprile
Il difensore della Juve Andre Fortunato , morto il 25 aprile del 1995 .

Il 25 aprile 1995 il numero 3 bianconero si spense a soli 23 anni. Malato di leucemia, morì per una polmonite interstiziale: la stessa infezione provocata dal Covid-19 .

25 anni fa, mentre l’Italia celebrava i 50 anni dalla Liberazione, Andrea Fortunato si arrese alla malattia, e fu come se tutto il mondo del calcio venisse preso per le spalle e per i fianchi e scosso violentemente da questa storia tragica e assurda, com’era assurda l’idea che un calciatore di serie A di 23 anni 

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Gianluca Vialli : ” Come ho sconfitto il tumore al pancreas “

gianluca vialli
Gianluca Vialli

Gianluca Vialli: così ho sconfitto il tumore al pancreas, dopo 17 mesi di chemioterapia .

Fanno davvero bene al morale le parole di Gianluca Vialli, amatissimo ex attaccante di Juve e Samp, nonché allenatore e oggi capodelegazione della nazionale azzurra, soprattutto in un momento nel quale molti italiani lottano contro la malattia.

La malattia

Da due anni l’ex campione sta lottando contro il cancro e finalmente vede la luce alla fine del tunnel: “Ora però sto meglio” – ha detto a Repubblica – “A dicembre ho concluso 17 mesi di chemioterapia, un ciclo da 8 e un altro da 9 mesi. Un percorso durissimo dal punto di vista fisico e mentale, anche per uno tosto come me”.

Gli ultimi esami “non hanno evidenziato segni di malattia”, aggiunge. “Sono felice, anche se lo dico sottovoce”.

La ripresa dei campionati

In merito al discusso tema sulla ripresa dei campionati, Gianlica Vialli afferma: “Si dovrebbero dimenticare gli interessi di parte e gli egoismi, ma capisco i presidenti dei club: sono di fronte a una crisi mai vista e qualcuno inevitabilmente ci rimetterà. L’errore da non commettere però è farsi prendere dalla fretta. Si abbia fiducia nelle competenze dei medici e di chi ci prescrive cosa fare: preghiamo che lo sappiano davvero. E si torni in campo solo quando gli esperti diranno che è possibile”.

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Giovanni Paolo II : 15 anni fa moriva Papa Wojtyla . ( Fotogallery .

Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II , il 2 aprile del 2005 moriva Papa Wojtyla . Eletto nel conclave il 16 ottobre del 1978 .

Il 2 aprile del 2005 si spegneva all’età di 84 anni il Pontefice polacco. Eletto in conclave il 16 ottobre del 1978, è stato il primo Santo Padre non italiano dopo 455 .

Nato a Wadowice in Polonia il 18 maggio del 1920, è stato eletto in conclave il 16 ottobre del 1978, diventando il 264esimo Papa della chiesa cattolica .

L’attentato :

Il 13 maggio del 1981 Giovanni Paolo II ha subito un attentato in piazza San Pietro per mano del terrorista turco Ali Agca

Tre proiettili colpirono il Pontefice che, dopo aver subito un intervento chirurgico di 5 ore al Policlinico Gemelli di Roma, riuscì a salvarsi. Due anni più tardi, a Natale del 1983, Wojtyla incontrò nel carcere di Rebibbia il suo assalitore, un terrorista appartenente al movimento dei “Lupi Grigi”

L’attentato in piazza San Pietro

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