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Alfredino Rampi , 41 anni fa la tragedia di Vermicino .

Alfredino Rampi
Alfredino Rampi , il bambino morto nel 1981 a Vermicino

Il 13 giugno del 1981 Alfredino Rampi, un bambino di sei anni, moriva dopo essere caduto tre giorni prima all’interno di un pozzo a Vermicino.

Sono passati esattamente 41 anni dalla tragedia di Vermicino. Era il 10 giugno del 1981 quando il piccolo Alfredo Rampi, detto Alfredino, cadde in un pozzo e morì dopo tre girni nonostanti gli innumerevoli tentativi di salvataggio. 

È la sera del 10 giugno 1981 e il piccolo Alfredo Rampi di 6 anni sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza con la famiglia nella zona tra Roma e Frascati. Il bimbo chiede e ottiene dal papà il permesso di andare a fare una passeggiata nei campi che circondano Vermicino. Passano le ore e Alfredo non torna a casa, così scatta immediatamente l’allarme e iniziano le ricerche da parte delle forze dell’ordine. Un agente nota un pozzo artesiano – coperto da una lamiera – in via Sant’Ireneo (in località Selvotta, una piccola frazione di campagna vicino a Frascati), dove erano in corso lavori per costruire una nuova abitazione. Arrivato sul posto, ci infila la testa e sente i lamenti di un bambino: si tratta proprio di Alfredo Rampi

I tentativi di salvataggio prendono il via il 10 giugno e sono molto complessi. L’imboccatura del pozzo è infatti larga appena 28 cm e la galleria è profonda 80 metri. Le pareti sono irregolari e la lampada che viene calata all’interno del pozzo rivela che il bimbo si trova a circa 36 metri, bloccato in una rientranza. Il primo tentativo di salvataggio naufraga subito: si cerca di far arrivare al bambino una tavoletta di legno, ma questa si incastra a 24 metri e la corda a cui era legata si spezza.  Nel frattempo le condizioni di Alfredo peggiorano, il bimbo chiede da bere e si addormenta sempre più spesso. La vicenda entra nelle case degli italiani quando inizia la diretta Rai che sarà interminabile. Come se non ci fosse già abbastanza caos, sul luogo dell’incidente arrivano migliaia di persone che rendono i soccorsi ancor più complicati. 

il volontario Angelo Licheri si fa avanti per provare a salvare Alfredino. Arriva fino al punto in cui è scivolato ma non riesce ad allacciare l’imbracatura per tirarlo fuori. Cerca così di prenderlo per le braccia ma gli sfugge e lo fa scivolare ancora più in profondità. Dopo oltre 45 minuti trascorsi a testa in giù, Licheri torna in superficie senza Alfredino. E si arriva così al 13 giugno, quando uno speleologo raggiunge Alfredino e ne constata la morte che viene annunciata in diretta televisiva. Il corpo del bambino viene recuperato soltanto l’11 luglio, un mese dopo la caduta. La tragedia di Vermicino passa alla storia come il primo evento di cronaca trasmesso in diretta TV no stop a reti unificate, con oltre 21 milioni di persone davanti allo schermo. Una vicenda, questa, che aprirà la strada alla nascita della Protezione Civile. 

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Ayrton Senna , il 1° maggio del 1994 perse la vita a Imola .

Ayrton Senna
Ayrton Senna , il pilota di formula uno scomparso in un terribile incidente a Imola

l 1° maggio 1994 Ayrton Senna perse la vita dopo un terribile incidente avvenuto nel Gp di Imola.

Il 1° maggio 1994 è una data che nessun appassionato di Formula 1 può dimenticare. Quel giorno morì Ayrton Senna. Il brasiliano alle 14.17 nel corso del 7° giro si schiantò alla Curva del Tamburello. L’impatto fu letale. Il pilota venne a mancare poche ore dopo nell’ospedale di Bologna.

Il mondo, non solo quello dello sport, fu sconvolto al termine di quel weekend terribile che segnò la storia della Formula 1 in modo drammatico.

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Tacconi , il figlio : ” Mio padre muove gli occhi e un pò gli arti “

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Stefano Tacconi con Walter Zenga

L’ex portiere della Juventus Stefano Tacconi è ricoverato da sabato ad Alessandria per un’emorragia cerebrale ed è in coma farmacologico.

Stefano Tacconi non è uno che molla facilmente. Non lo ha mai fatto e ora arrivano i primi timidi, incoraggianti, segnali. “In questo momento è stabile, ma in coma farmacologico. Ha fatto una TAC lunedì pomeriggio e non ci sono particolari problemi. L’emorragia di sabato è stata fermata, ora dobbiamo attendere la ripresa .

 Ci sono i primi segnali che sono incoraggianti, papà muove un po’ gli occhi e gli arti, ma serve tempo”. A rivelarlo è il figlio Andrea .

Il post su Instagram del figlio Andrea :

Giorno dopo giorno ci sono piccoli miglioramenti – scrive in una story su Instagram il figlio – , anche se i medici hanno detto che questi sono i giorni più delicati. Continuiamo ad essere uniti, per lui”

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Il 25 aprile di 27 anni fà la scomparsa di Andrea Fortunato .

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Il calciatore della Juventus Andrea Fortunato , scomparso il 25 aprile del 1995

Il 25 aprile del 1995, alla vigilia della trasferta di Firenze, i bianconeri salutarono per sempre il terzino Andrea Fortunato : “Andrea, sei sempre con noi”

Era il 25 aprile del 1995 quando arrivò la notizia che Andrea Fortunato, 23 anni, non ce l’aveva fatta. Il terzino della Juve, di Salerno ex Genoa, aveva combattuto a lungo contro la leucemia e, proprio quando sembrava stare un po’ meglio, arrivò la batosta per tutto il mondo del calcio, non solo per quello bianconero. 

A distanza di 27 anni, il sito ufficiale della Juve lo ha voluto ricordare con alcune commosse parole, come accade ogni anno.

Sono passati 27 anni :

Ecco le parole che appaiono oggi sul sito bianconero: “Ventisette anni. Sono passati ventisette anni da quel 25 aprile del 1995, quando Andrea Fortunato ci lasciò. Ci manca tutto di lui: la sua semplicità, il suo essere così genuino, la sua indescrivibile forza d’animo che non lo abbandonò mai, neanche nel momento in cui dovette affrontare quella terribile malattia così crudele e ingiusta che lo portò via a soli 23 anni.

Ed è impossibile che non sia così, perché quel giorno il destino ci portò via prima di tutto un amico, un ragazzo d’oro che vide sfumare troppo presto il suo sogno più grande: quello di continuare a giocare e a vincere con la maglia della Juve. Caro Andrea, ci manchi tanto. E così sarà per sempre. Oggi, però, vogliamo ricordarti con il sorriso, con quel sorriso che ti ha sempre accompagnato e che tutti noi continueremo a ricordare con enorme affetto”.

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Tacconi : il figlio Andrea : ” Riprenditi papi , tu sei un leone “

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Stefano Tacconi insieme al figlio Andrea

L’ex portiere di Juve e Nazionale Stefano Tacconi è nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Alessandria: si è sentito male questa mattina ad Asti .

Il mondo del calcio è in ansia per le condizioni di Stefano Tacconi: l’ex portiere, 64 anni, è ricoverato all’ospedale di Alessandria, nel reparto di neurochirurgia, in prognosi riservata a causa di una probabile ischemia cerebrale.

Lotta per la vita. Era atteso in serata un bollettino medico per provare a chiarire le condizioni, si è deciso poi di far slittare tutto alla mattinata, quando magari il quadro clinico sarà più chiaro.

 Si trovava ad Asti, dov’era ospite delle “Giornate delle Figurine”. Ieri sera era stato ospite d’onore alla cena benefica della manifestazione, dove aveva presentato la sua autobiografia, “Junic”. Poche ore dopo la situazione è precipitata. Il malore di mattina, viene subito portato al pronto soccorso del “Cardinal Massaia”, ad Asti. Dopo le prime cure la situazione sembra aggravarsi e i medici decidono di trasferirlo nel più specializzato ospedale di Alessandria, dove Tacconi è stato ricoverato nel primo pomeriggio.

Il figlio Andrea :

“Riprenditi Papi, sei un leone, vincerai anche questa battaglia” ha scritto in una storia su Instagram il figlio Andrea. Negli ultimi tempi,proprio con il figlio Andrea, aveva lanciato una linea di abiti sportivi ed aveva aperto due ristoranti, uno ad Agropoli e uno in Ungheria. Ha lasciato il calcio giocato nel 1994, ma è stato a lungo opinionista per televisioni e radio.

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Stefano Tacconi , ricoverato in ospedale per emorragia celebrale .

Stefano Tacconi
L’ex portiere di Juventus e Genoa Stefano Tacconi

Stefano Tacconi, ex portiere di Avellino, Juventus e Genoa, si sarebbe sentito male stamattina, sabato 23 aprile, dopo colazione. 

Ultim’ora sull’ex portiere della Juventus e della Nazionale, Stefano Tacconi è ricoverato all’ospedale di Alessandria in Neurochirurgia e in prognosi riservata. Ancora non sono noti i dettagli, ma quello che si sa è che Tacconi aveva partecipato a un evento ad Asti venerdì sera e poi avrebbe avuto un malore nella mattinata di sabato. Sarebbe stato colpito da un’ischemia cerebrale, attualmente i medici stanno valutando se e come operare. Per le ore 23, invece, è atteso il bollettino medico dell’ospedale.

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Addio a Catherine Spaak , la diva del cinema è morta a 77 anni .

Catherine Spaak
L’attrice francese Catherine Spaak

La celebre attrice Catherine Spaak , musa di tanti registi del grande schermo tra gli anni Sessanta e Settanta e poi protagonista del piccolo schermo, è morta a Roma in una clinica dopo una lunga malattia.

Catherine Spaak è morta. L’attrice di origine belga naturalizzata italiana, musa di tanti registi nella storia del cinema, in particolare tra gli anni Sessanta e Settanta, e poi protagonista come conduttrice del piccolo schermo in diversi programmi, si è spenta all’età di 77 anni a Roma .

La sua carriera

 Nasce il 3 aprile 1945 a Boulogne-Billancourt, in Francia. La sua famiglia, ricca di artisti e uomini politici di spicco, tra cui lo zio Paul-Henri che era stato più volte primo ministro, era originaria del Belgio. Arriva in Italia giovanissima e si fa notare a 15 anni nel 1960 in ‘Dolci inganni’ di Alberto Lattuada. Il ruolo di adolescente inquieta, ricoperto in quella occasione, la accompagnerà anche in altre pellicole come “Diciottenni al sole”, “Il sorpasso”, “La noia”, “La calda vita”, “La parmigiana”, “La voglia matta”. Il regista Monicelli la scelse per il suo film “L’armata Brancaleone” con Vittorio Gassman. 

Dagli anni Settanta in poi, al cinema si affianca la carriera televisiva, oltre all’attività giornalistica con le collaborazioni con il Corriere della Sera, Amica e TV Sorrisi e Canzoni. Dal 1985 al 1988 conduce le prime tre edizioni di Forum all’interno di Buona Domenica su Canale 5.

Il suo successo televisivo più grande è il talk-show “Harem”, condotto per 15 edizioni su Rai 3. Dopo la trasmissione “Il sogno dell’angelo” condotto nel 2002-2003 su LA7, Catherine Spaak appare in tv solo come ospite in alcune trasmissioni, come “Ballando con le stelle” o “L’isola dei famosi”.

Dal 1993 al 2010 è stata sposata con l’architetto Daniel Rey e dal 2013 al 2020 con Vladimiro Tuselli.

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Dieci anni senza il calciatore del Livorno Piermario Morosini .

Piermario Morosini
Il calciatore del Livorno PierMario Morosini

Ricorrono i 10 anni della morte di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno Calcio deceduto in campo durante una partita il 14 aprile del 2012 in seguito ad un malore. Aveva 26 anni.

Una vita piena di disgrazie ha segnato la vita di Piermario Morosini. Un’esistenza straziata, cocente e sfortunata per il centrocampista, che però non aveva mai mollato.Da grande uomo aveva reagito e aveva iniziato a inseguire il suo sogno: quello di giocare a calcio. Tanti sacrifici, tanta passione, che gli avevano permesso di arrivare sino ad esordire in serie A, oltre che in Under 21.

Ma un giorno di metà aprile del 2012, quel destino maledetto, non sazio delle sventure del ragazzo, ha deciso di prendersi anche lui. Allo stadio Adriatico di Pescara, durante il match di B tra il Pescara e il suo Livorno, improvvisamente Piermario si piega per poi accasciarsi a terra. Sono momenti terrificanti. Per tre volte prova con tutte le sue forze a rialzarsi. Fino all’ultimo prova a reagire così come aveva fatto alle sventure della vita. Viene trasportato in ospedale, ma non ce la fa. Piermario ci lascerà, a soli 26 anni.

Sono passati dieci anni ormai da quel tragico giorno, ma il suo ricordo è ancora vivo. Il suo sorriso, il suo esempio, la sua forza di volontà, il suo amore per il calcio, la sua voglia di vivere, mostrata fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo attimo, non possono morire.Mai.

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Rayan , il bambino marocchino caduto nel pozzo è morto .

Marocco, il bambino caduto nel pozzo è morto: Rayan era stato estratto dai soccorritori  dal pozzo dove era caduto , ma oramai senza vita .

Rayan è morto. I soccorritori erano riusciti a portarlo fuori dal pozzo dove era caduto oltre 100 ore fa, ma il bimbo di 5 anni rimasto incastrato in un pozzo in Marocco da martedì era ormai senza vita.

Dopo giorni di scavi, una squadra di medici si è recata nel tunnel costruito per tirarlo fuori. Secondo fonti marocchine citate dall’Agi, il bambino era vivo al momento dell’uscita dal pozzo. «Una scena toccante e mai vista», aveva scritto il quotidiano Le Matin dando notizia della conclusione dell’intervento per estrarre il piccolo.Un reporter della Associated press, presente sul luogo, lo ha visto avvolto in una coperta gialla.

Poco dopo, però, un comunicato ufficiale ha annunciato la morte del piccolo. Il gabinetto della Casa Reale del Marocco ha confermato che «il bambino è morto a causa delle ferite riportate durante la caduta». Il re del Marocco, Mohammed VI, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia.

Tutto era iniziato martedì, quando Ryan stava giocando davanti a casa nel villaggio di Tamrout, nel nord del Paese, 100 chilometri da Chefchaouen sui monti del Rif. Era pomeriggio, con lui c’era anche il papà che poi ha dichiarato: «Lo tenevo d’occhio ma è sparito all’improvviso, non l’ho visto più e non avevo capito che fosse caduto lì dentro».

Un volo di 32 metri nel pozzo asciutto di proprietà di famiglia. La fine della caduta in un punto la cui larghezza era di appena 25 centimetri.

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Omicidio Ciatti , scarcerato il ceceno che uccise Niccolò .

Niccolò Ciatti
Niccolò Ciatti , il ragazzo fiorentino ucciso in Spagna

Omicidio Niccolò Ciatti, scarcerato il ceceno che era detenuto a Rebibbia | Arresto annullato per difetto procedura

La corte di assise di Roma ha disposto la scarcerazione di Rassoul Bissoultanov, uno dei due ceceni accusati dell’omicidio di Niccolò Ciatti, il 22enne fiorentino pestato a morte l’11 agosto 2017 in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. 

L’annullamento dell’arresto sarebbe dovuto a un difetto di procedibilità nei confronti dell’uomo. Bissoultanov avrebbe già lasciato il carcere di Rebibbia.

Custodia cutelerale

La misura di custodia cautelare in carcere del ceceno è stata revocata dalla corte di assise di Roma il 22 dicembre scorso, in accoglimento di un’istanza presentata dalla difesa dell’uomo.

Secondo quanto precisato nel provvedimento di revoca, la detenzione non poteva essere emessa perché Bissoultanov non si trovava in Italia al momento dell’emissione dell’ordinanza che disponeva il carcere nei sui confronti.

La presenza dell’indagato sul territorio italiano al momento dell’emissione dell’ordinanza, viene spiegato dai giudici facendo anche riferimento ad alcune pronunce della Cassazione, è condizione di procedibilità nel caso di reati commessi all’estero nei confronti di un cittadino italiano. 

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Simoncelli , il 23 ottobre 2011 l’incidente fatale a Sepang .

Simoncelli
Marco Simoncelli , deceduto in a Sepang in una corsa di Moto Gp all’età di 24 anni

l 23 ottobre 2011 a Sepang l’incidente fatale di Marco Simoncelli. Aveva folgorato il Motomondiale grazie al suo stile aggressivo e temerario, e alla sua personalità da ragazzo della porta accanto. 

Marco Simoncelli morì in una corsa di MotoGP a 24 anni. Così come restano negli occhi di tutti quei palloncini marcati “Sic 58” portati quel giorno del funerale dai bambini delle elementari, palloncini rossi che volano insieme al Sic ancora oggi in cielo, sull’onda delle note della sua canzone preferita “Siamo solo noi” di Vasco Rossi.

A salutare Marco per l’ultima volta erano tanti, in 50.000 con l’ombrello, milioni davanti alla tv. Perché lui era tra i piloti più forti e più amati di sempre, un campione speciale, come diceva papà Paolo: “Un guerriero che non mollava mai”. 

Simoncelli
Marco Simoncelli

A Sepang, Marco voleva vincere la sua prima corsa in MotoGP. Per questo, sulla sua Honda, fa montare la gomma posteriore dura, sapendo di rischiare di più nelle prime tornate ma poi certo di recuperare il gap iniziale e poter girare più forte fino al termine. Così al secondo giro, pur con la gomma forse non ancora in temperatura, Marco sta già recuperando sulla testa della corsa: alla curva 11 la moto però perde aderenza scivolando con il pilota a terra attaccato al mezzo, praticamente illeso.

Ma la ruota posteriore ritrova l’aderenza sull’asfalto proiettando moto e conduttore all’interno, sulla traiettoria dei due piloti (Edwards e Rossi) che lo seguivano. La Honda di Simoncelli slitta sulla pista in modo anomalo: la perdita di aderenza avrebbe dovuto portare moto e pilota all’esterno della curva e non dalla parte opposta, dunque sulla traiettoria delle altre moto appena dietro, in arrivo. Perché? Conseguenza del fatto che Marco ha forse tenuto il gas aperto con la moto a terra fin quando è stato investito dagli altri due? O conseguenza del controllo di trazione elettronica della sua Honda, sistema che potrebbe aver “letto” lo scivolare della gommona posteriore come una anomalia, facendo in sostanza riprendere il moto della ruota e “tenendo in pista”, ma nel senso sbagliato, il pilota aggrappato al suo bolide impazzito? Così chi seguiva da vicino Marco, tranne  Bautista, non riusciva a evitare l’impatto.

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Melbourne , cane stanco di aspettare suona il clacson . ( Video )

Melbourne
Il cane che stanco di aspettare il padrone suona il clacson dell’auto

A Melbourne il cane stanco di aspettare il suo padrone suona il clacson dell’auto .

L’esilarante vicenda è avvenuta l’anno scorso nella città di Melbourne, nello stato di Victoria, in AustraliaA riprendere la scena è stato un ciclista di passaggio che ha assistito al comico comportamento del sagace Fido. Divertito dall’insolita atteggiamento del cucciolone, l’uomo ha filmato l’episodio e ha condiviso il video sui social.

L’intelligenza dei nostri amici a quattro zampe è ormai nota a tutti quelli che hanno un cane oppure un gatto in casa ne conoscono le varie abilità e la loro grande capacità di donare affetto.

Il divertente fatto è stato documentato con tanto di video che mostra un cane seduto in un automobile che, a causa del ritardo del proprio padrone, decide di attirare l’attenzione suonando il clacson.

E alla fine la tattica ha funzionato! Il proprietario, poco dopo, è uscito dal negozio e si è avvicinato all’auto per controllare la situazione. Intuito il motivo del richiamo, il padrone ha aperto lo sportello dei veicolo, liberando il ribelle cagnolone e l’altro pelosetto che, finalmente, sono usciti dalla macchina.

Il video dell’animale in questione, come spesso accade in questi casi, sta facendo il giro del mondo e il poco tempo è diventato virale.

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Lucca : Ragazza di 24 anni esce da casa e non dà più sue notizie

Lucca
Ludovica Tocchini , la ragazza scomparsa

Lucca , scomparsa ragazza di 24 anni da ieri mattina . Era vestita con leggins e top sportivo nero.

Lucca : Si è allontanata ieri (16 agosto) alle 11,30, a piedi. La ragazza, Ludovica Tocchini, ha 24 anni e abita a Montecarlo, in località San Giuseppe in una traversa di via del Marginone. La famiglia non ha più sue notizie da stamattina: la stessa non ha con sé né il cellulare né i documenti.

Era vestita con leggins e top sportivo nero. Al braccio aveva un orologio Casio. Chiunque la vedesse o avesse notizie può chiamare il 331.2724111 o il 345.8506754. È possibile chiamare anche il 112 o le polizie municipali.

A cercare la ragazza, anche se al momento per le forze dell’ordine si tratta di un allontanamento volontario, come annunciano i sindaci Sara D’Ambrosio e Leonardo Fornaciari, ci sono anche la polizia municipale di Altopascio e la Croce Verde di Porcari, con cinque squadre a partire dalle 21 di stasera.

Diffuso il tam tam sui social e sui principali gruppi delle diverse comunità territoriali. Le ricerche della ragazza sono state attivate, dal tam tam degli amici e delle famiglia, anche nelle limitrofe province di Pisa e Pistoiua.

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Mugello : Morto Dupasquier , il pilota svizzero di 19 anni .

Mugello
Il pilota svizzero Jason Dupasquier

Dupasquier è morto: impossibile operarlo alla testa dopo l’incidente al Mugello. Aveva 19 anni : ( Fonte : La Stampa )

Da subito le condizioni del pilota svizzero della Moto3 al Mugello erano parse ai medici gravissime. L’addio della MotoGp su Twitter: «Jason, guida sereno»

 Jason Dupasquier si è spento questa mattina all’ospedale Careggi di Firenze, dove era stato trasferito ieri in condizioni gravissime dopo un terribile incidente nel corso della seconda sessione di qualifiche del Gran Premio di Italia al Mugello. Il 19enne svizzero, caduto alla curva numero 9 (l’Arrabbiata 2) era stato investito da Alcoba e Sasaki, che non avevano potuto fare nulla per evitarlo.

Le condizioni di Jason sono state subito critiche e i medici avevano deciso di trasportarlo in elicottero all’ospedale di Firenze.

Nella notte i dottori erano intervenuti chirurgicamente per cercare di salvare la vita del pilota, ma tutti i loro sforzi sono stati inutili e in tarda mattina è stata annunciata la scomparsa.

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Morto Tarcisio Burgnic , tanti stanno ricordando “la Roccia”

Burgnich
Tarcisio Burgnich

Tarcisio Burgnich com’è morto: tanti coloro che stanno ricordando la Roccia in queste ore sui social, incluse numerose squadre di club

Il mondo del calcio piange la scomparsa di Tarcisio Burgnich e la FIGC, per commemorare “La Roccia”, ha deciso di tributargli un minuto di silenzio prima dell’amichevole tra Italia e San Marino. Il presidente Gravina ha, peraltro, manifestato tutto il proprio cordoglio per il lutto: “Alla vigilia dell’Europeo ci lascia un grande campione d’Europa. 

 La sua morte è l’ennesima ferita inferta al cuore dei tifosi azzurri e di tutti gli appassionati di calcio. Con la sua forza e la sua determinazione ha scritto bellissime pagine di storia del calcio italiano”.

Altre squadre di club hanno voluto salutare l’ex calciatore, a cominciare dalla Fiorentina: “Proprietà, dirigenza e società esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Tarcisio Burgnich, leggenda della Nazionale italiana e della grande Inter. Campione d’Europa nel 1968 e protagonista della ‘Partita del Secolo’ tra Italia e Germania nel 1970”. L’Udinese, invece, ha parlato di “un grave lutto che ha colpito la nostra famiglia e tutto il calcio italiano: 

è morto a 82 anni in Versilia dove da tempo risiedeva, Tarcisio Burgnich, friulano di Ruda (era nato il 25 aprile 1939), difensore (terzino destro) della squadra bianconera dal 1958 al 1960 (8 presenze in serie A)”. Infine il Torino e il suo presidente, Urbano Cairo, “esprimono il proprio cordoglio e si stringono intorno alla famiglia Burgnich per la scomparsa di Tarcisio Burgnich”

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Milan , l’infortunio di Ibrahimovic : Le ultime notizie sullo svedese .

Milan
L’infortunio di Zlatan Ibrahimovic nella gara contro la Juventus

L’infortunio di Zlatan Ibrahimovic nella sfida contro la Juventus , sembrerebbe meno grave del previsto .

Zlatan Ibrahimovic, al 66′ di Juventus-Milan, ha lasciato il campo scuro in volto. Lo svedese ha accusato un problema al ginocchio che ha provocato parecchia preoccupazione. Tutto ciò poteva far pensare al peggio riguardo le sue convinzioni. 

Secondo quanto riferisce Milan Tv, invece, il suo problema non sarebbe di grave entità. Inoltre, il ginocchio in questione, non è quello operato ai tempi del Manchester United. Si attendono ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.

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Romero : ” Mi voleva la Fiorentina , ma ho scelto l’Atalanta

Romero
Il calciatore dell’Atalanta Romero

Cristian Romero , calciatore dell’Atalanta commenta cosi :

Cristian Romero ha fatto il salto di qualità. Criticato per essere troppo ‘aggressivo’ ai tempi del Genoa, da quando è arrivato all’Atalanta è diventato un pilastro insostituibile della difesa nerazzurra. E ora punta alla qualificazione in Champions della squadra per il terzo anno di fila: “A parte l’Inter che ha preso il largo, le altre sono tutte lì – ha detto El Cuti in un’intervista al Corriere dello Sport 

 Noi però dobbiamo pensare solo ai nostri risultati. Affronteremo tre partite importanti che possono avvicinarsi all’obiettivo”. Nelle prossime gare i nerazzurri giocheranno contro Fiorentina (fuori casa), Juve (in casa) e Roma (all’Olimpico). L’Atalanta ne ha vinte sette delle ultime otto, solo l’Inter ha fatto meglio: “Stiamo attraversando un bel momento, ma il traguardo è ancora lontano

Per arrivare in Champions dovremo ancora combattere”. Sul piatto ci sono 27 punti: “Non mi piace fare calcoli, ma con la Lazio che ha una partita in meno e potrebbe salire a 55, ci sono cinque squadre in 5 punti; più la Roma. Non sarà facile, uno di quei tre posti però lo vogliamo noi”.

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Gattuso : Nessun rinnovo con il Napoli , ma le offerte non mancheranno .

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Gennaro Gattuso

Nessun rinnovo per Gattuso con il Napoli, il tecnico vuole essere libero, sa che le offerte non mancheranno.

Non basta a Gennaro Gattuso la conquista della Coppa Italia alla fine della scorsa stagione, contro tutti i pronostici dei bookmakers, per conquistare la piazza napoletana. Anche se la panchina dell’allenatore adesso sembra al sicuro fino a fine stagione, grazie anche alle vittorie contro Roma e Milan che hanno messo il Napoli nelle condizioni di essere tra le favorite per la qualificazione della Champions League, Gattuso non riesce a conquistare il cuore della città.

Mentre il Napoli risale la classifica, la stampa sembra essere troppo distratta dal nome del nuovo allenatore. Si passa da Simone Inzaghi ad Allegri e da Fonseca a Sarri. Anche gli allibratori non sembrano essere da meno come ad esempio Eurobet che piazza una quota di 1.85 sull’esonero di Gattuso prima del termine della stagione. Altri brand di punta del settore scommesse quali SNAI e Betland, invece non sembrano offrire alcuna quotazione. Ma prima di interpretare le quotazioni dei provider come indizi delle intenzioni della dirigenza napoletana, va ricordato che l’opportunità di scommettere su determinati eventi, così come i bonus offerti da ciascun operatore, variano di piattaforma in piattaforma.

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Cagliari , incidente stradale per Andrea Cossu sulla statale 554

Cagliari
Il dirigente del Cagliari Andrea Cossu

L’ex calciatore e adesso dirigente del Cagliari ha avuto un terribile incidente sulla statale 554 , dove è rimasto ferito e resta in prognosi riservata .

Il dirigente del Cagliari Andrea Cossu è rimasto ferito in un incidente stradale :  L’ex centrocampista era alla guida della sua auto, una Ford Focus, distrutta dopo aver carambolato sulla carreggiata in direzione Cagliari. Dopo i soccorsi, Cossu è stato trasportato in ospedale in codice rosso ed è in gravi condizioni, ma non sarebbe in pericolo di vita .

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Mihajlovic : ” Non c’è da vergognarsi ad avere paura “

Mihajlovic
L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic

L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic si racconta cosi nel giorno del suo 52° compleanno .

Le parole dell’allenatore del Bologna Sinisa Mihajolovic :

Dopo l’ultimo ciclo non ho sentito la squadra per tre settimane, ero troppo debole, ora ci sarò sempre quando posso, perché mi fa sentire vivo. So che non è la fine del percorso ma un po’ per me sì, perché sono uscito da quell’ospedale, spero da uomo migliore.

“Ho passato 4 mesi in una stanza, solo, sognando di respirare l’aria fresca, incazzandomi alla tv per le partite.

Sinisa Mihajolivic

Il racconto dei mesi difficili e della lunga lotta per debellare la leucemia.

Non mi sono mai sentito un eroe, aver coraggio non vince queste malattie, e voglio dire a tutti quelli che stanno passando la stessa esperienza che non si devono sentire meno forti se affrontano la malattia in modo diverso, non c’è da vergognarsi ad avere paura, essere disperati, piangere, l’unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere”

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Verona : Gresele, difensore dell’Hellas folgorato dai fili del treno.

Verona
Il giovane difensore della primavera dell’ Hellas Andrea Gresele

Il difensore della Primavera dell’Hellas Verona , già nel giro della prima squadra: operato per un edema cerebrale. 

È in terapia intensiva Andrea Gresele, giocatore della Primavera del Verona rimasto folgorato dopo aver toccato i fili dell’alta tensione di un treno.

L’incidente risale a sabato sera, il 18enne dopo una cena con degli amici e è salito sul tetto del treno nella stazione di Porta Vescovo. È stato folgorato da una scarica elettrica dell’impianto di alimentazione dei treni e nella caduta dall’altezza di 4 metri ha riportato una frattura a una vertebra e un ematoma intracranico, ieri mattina è stato sottoposto a un intervento chirurgico e ora è in terapia intensiva, la prognosi è riservata.

Gabriel Batistuta : Il leggendario calciatore che ci ha fatto sognare .

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Kobe Bryant : Un anno dalla scomparsa di Kobe e di sua figlia Gianna .

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Il cestista Kobe Bryant e sua figlia Gianna

Un anno senza Kobe Bryant: un vuoto che resta incolmabile, non solo nella Nba .

Il 26 gennaio del 2020 iniziò a rimbalzare la notizia della morte di Kobe Bryant in un incidente in elicottero poco fuori Los Angeles, nessuno voleva crederci. Tutti gli appassionati di sport, non solo quelli di basket, incrociarono all’unisono le dita, sperando in una di quelle fake news di cattivo gusto che ogni tanto spuntano nel ‘mare magnum’ di internet. Invece, purtroppo, era tutto vero: e d’improvviso un generale senso di dolore prima e intorpidimento poi colpì tutto il mondo dello sport per la perdita di un’icona inimitabile. Il cui ricordo resta e resterà per sempre vivo. Bryant : Ritirata la maglia con numero 2 di Gianna , figlia di Kobe Bryant .

Kobe Bryant
Bryant e sua figlia Gianna

Assieme a Kobe, in quella maledetta mattinata losangelina, c’erano altre otto persone, nessuna delle quali riuscì a salvarsi: tra di loro anche la piccola Gianna Maria, detta Gigi, che aveva soltanto 13 anni ma sognava in grande, tanto che pensava già all’università e a una carriera da cestista per raccogliere l’eredità del padre, dal quale non si separava praticamente mai. Un dolore aggiunto al dolore, capace di fermare un Paese che, quasi cinicamente, fa molto spesso dell’espressione “the show must go on” un vero e proprio mantra. Kobe Bryant e sua figlia Gianna che giocano a Basket in palestra ( video )

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Brasile : Cade aereo, muoiono 4 giocatori e il presidente del Palmas

Brasile
Brasile , tragedia: Cade aereo

Brasile , Altra tragedia nel mondo del calcio : Aereo cade e muoiono 4 giocatori e il presidente del Palmas . ( fonte : Fiorentina.it )

Tragedia nel calcio brasiliano. Un piccolo velivolo è precipitato in un campo senza lasciare scampo ai passeggeri. Che erano in volo per una partita di Coppa Verde. A bordo 4 calciatori del Palmas: il terzino sinistro Lucas Praxedes, 23 anni, il difensore Guilherme Noé, 28, il portiere Ranule, 27, la mezzala Marcus Molinari, 23 figlio dell’ex giocatore dell’Atlético Mineiro Marinho .

 Oltre al presidente della società, Lucas Meira, 32, e il pilota del velivolo, di cui al momento è noto solo il nome Wagner. Il Palmas, club della città omonima nello stato di Tocantins nel Brasile settentrionale, stava andando a Goiânia, nel Centro-Ovest del Brasile, dove lunedì 25 era in programma il match col Vila Nova. La Coppa Verde garantisce al vincitore la partecipazione alla Coppa del Brasile entrando in gioco dalla terza fase.

Non sono ancora note le cause del disastro. Il piccolo aereo, appena decollato, poco dopo è precipitato in un boschetto vicino alla pista dell’Associazione Tocantinense a Porto Nacional, comune situato a circa 60 km da Palmas, prendendo fuoco.

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Muore in un incidente stradale Gandiaga , calciatore dell’Athletic Bilbao .

Aitor Gandiaga , calciatore dell’Athletic Bilbao 

Muore in un incidente stradale Aitor Gandiaga. Il giovane centrocampista di proprietà dell’Athletic Bilbao .

Il calcio spagnolo piange Aitor Gandiaga. Il giovane centrocampista di proprietà dell’Athletic Bilbao è morto domenica in un incidente stradale. Dopo la notizia sui media spagnoli è arrivato anche il tweet del club della Liga: «Enorme dolore per un giovane che ha lasciato il segno su Lezama. Un grande abbraccio a famiglia, amici e compagni di squadra di Gernika». Aveva 23 anni e si sarebbe schiantato con la sua auto contro un autobus nella sua città natale di Markina-Xemein, nei pressi del valico di Iruzubieta, nei Paesi Baschi.  

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Vittorio Cecchi Gori e la sua nuova fidanzata Barbara .

Vittorio Cecchi Gori
L’ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori

Vittorio Cecchi Gori, il produttore cinematografico si sarebbe legato a una nuova fidanzata, più giovane di lui di 46 anni . ( Fonte : Fanpage.it )

Lo storico produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori si sarebbe legato a una donna di nome Barbara, più giovane di lui di 46 anni. Lo ha dichiarato sulle pagine di Libero Antonio De Luca, noto medico legale di Roma molto amico di Cecchi Gori, 78 anni, che in passato è stato sentimentalmente legato a Rita Rusic .

De Luca ha spiegato di aver incontrato la donna ai festeggiamenti per il 31 dicembre: “Abbiamo trascorso a casa di Vittorio il Capodanno, come prevede il dpcm del Governo che non vieta di salutare amici e parenti prima del coprifuoco. C’era anche la fidanzata di Cecchi Gori: si chiama Barbara e fa l’attrice”.

Sembra che la ragazza potrebbe prendere parte al prossimo film da lui prodotto. In cantiere, il magnate toscano ha il (già discusso) remake del celeberrimo Il sorpasso di Dino Risi con Jean Louis Trintignant e Vittorio Gassman.

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Conte : ” Conferma lo stop agli spostamenti del 21 dicembre al 7 gennaio “

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Giuseppe Conte

Confermato lo stop agli spostamenti tra Regioni dal 21 al 6 gennaio e al di fuori dei Comuni il 25, 26 e 1

Giuseppe Conte in conferenza stampa ha illustrato il nuovo Dpcm. “In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ci saranno ulteriori restrizioni nel periodo 21 dicembre 6 gennaio. Vietati tutti gli spostamenti tra Regioni anche per raggiungere le seconde case”. “A Natale, Santo Stefano e primo gennaio anche vietati gli spostamenti da un comune all’altro”.

Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.

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Mike Tyson contro Roy Jones : L’incontro finisce pari all’ottava ripresa .

mike tyson
Mike Tyson e Roy Jones

Iron” epico a 54 anni contro Roy Jones jr: al termine di 8 riprese piene di lampi di classe i giudici non assegnano la vittoria. 

Pari e spettacolo. Una volta lo chiamavano Kid Dynamite: “Voglio che il mondo veda quanto sono grande”. Ora Iron Mike Tyson è Old Dynamite, 15 anni dopo l’ultima volta sul ring. Epico, eroico a 54 anni. Come l’avversario, Roy Jones jr, 51 anni, 23 corone mondiali all’attivo e senza match da due anni.

Mike pesa quasi cento chili, negli anni d’oro era il più aggressivo anche per il movimento di gambe. Usa più il sinistro, è istinto puro. Jones è più mobile di tronco, Tyson ha tanta foga: colpisce anche oltre la campana ma poi si scusa con l’avversario. Il match è intenso, Tyson esplode un montante, è più rapido del rivale ancorché più pesante .

I due pugili non si risparmiano ma sanno che 8 round a quell’età, da cinquantenne, sono lunghi. Jones con tre colpi di alleggerimento al corpo prova a mettere in difficoltà Tyson, che calibro un sinistro mirato. Il quinto round è il più combattuto, a viso aperto. Potenza contro velocità: l’eterno dubbio. Tyson tiene il centro del ring, al sesto round sembrano sorreggersi in quanto a forze: Jones resiste, Tyson cerca di portarlo all’angolo, gli mancano certe serie ma dopo 15 anni non si può pretendere di pià. Si prosegue con alcuni lampi di classe, da autentici mattatori.

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Diego Armando Maradona , morto per arresto cardiaco questa mattina .

diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona

È morto Diego Armando Maradona, vittima di un arresto cardiaco questa mattina nella sua abitazione.

È morto Diego Armando Maradona, vittima di un arresto cardiaco questa mattina nella sua abitazione. Il Pibe de Oro, capitano dell’Argentina campione del mondo nel 1986, aveva compiuto 60 anni lo scorso 30 ottobre e due settimane fa era stato operato al cervello per un ematoma subdurale.

Da molti considerato il più grande calciatore di tutti i tempi, ha vestito le maglie di Argentinos Juniors, Boca Juniors, Barcellona, Napoli e Siviglia, chiudendo poi con il calcio giocato in patria. In seguito si è dedicato alla carriera da allenatore, guidando la nazionale Albiceleste dal 2008 al 2010. La sua ultima tappa è stata il Gimnasia La Plata.

Nato nel 1960 a Buenos Aires, Maradona ha strabiliato il mondo con le sue giocate spettacolari, realizzando contro l’Inghilterra quello che viene considerato ancor oggi il gol più bello della storia e, nello stesso quarto di finale dei Mondiali del 1986, la rete che gli è valsa l’appellativo di Mano de Dios. Genio e sregolatezza, le due caratteristiche che lo contraddistinguevano. Eccessi di alcol e droga ne hanno infatti segnato la vita privata: nel 2000 e nel 2004 ha subito due crisi cardiache riconducibili al consumo di stupefacenti. La terza, ora, gli è stata fatale.

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D’Orazio , lunedì i funerali per dare l’ultimo saluto a Stefano .

D'Orazio
Stefano D’Orazio e Roby Facchinetti

Tanti i messaggi di cordoglio per la morte di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, che si è spento ieri sera nella Columbus del Policlinico Gemelli di Roma.

 I dettagli dei funerali non sono ancora stati annunciati, ma si sta studiando la possibilità di tenere una cerimonia all’aperto per lunedì nella capitale.

nel rispetto delle norme anti-covid . per consentire a tutti di dargli l’ultimo saluto.
    “Per me questo è il momento del silenzio, voglio solo essere vicino con il mio pensiero alla moglie Tiziana, alla sorella Paola e a Silvia”, dice all’ANSA Roby Facchinetti. “Ho perso una parte di me stessa, Stefano era la mia forza, il mio sorriso, mi mancherà tutto di lui”. sono le parole della moglie Tiziana Giardoni .

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2 agosto 1980 : Quaranta anni fa , la strage alla stazione di Bologna .

2 agosto 1980
La strage del 2 agosto 1980 alla stazione di bologna

Alle 10.25 del 2 agosto 1980, un torrido sabato di esodo verso le vacanze, una valigia piena di tritolo esplose nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna, lasciando a terra 85 morti e 200 feriti .

La prima ipotesi circolata sulle cause, quella dell’incidente provocato dallo scoppio di una caldaia, non regge a lungo, anche perché nel punto dell’esplosione non ce ne sono, e in poche ore lascia il passo alla certezza dello scenario più temuto: l‘attentato terroristico con una bomba ad alto potenziale. Da subito, senza soste e per ore, si mettono all’opera sanitari, vigili del fuoco, forze dell’ordine, Esercito, volontari, alla ricerca di vite da soccorrere e da salvare.  Dagli ospedali arriva l’appello a medici e infermieri di tornare in servizio, mentre un autobus Atc della linea 37, la vettura 4030, diventa simbolo di quel terribile giorno, trasformandosi in un improvvisato carro funebre che ha come capolinea la Medicina legale (allora in via Irnerio, a poca distanza) per trasportare le salme.

In stazione arriva il presidente della Repubblica Sandro Pertini, commosso e angosciato, mentre tutt’intorno una catena umana continua a spostare detriti nella speranza di trovare tracce di vita. Quella stessa sera piazza Maggiore si riempie per una manifestazione, la prima risposta di mobilitazione politica per chiedere giustizia e verità, mentre a tarda notte all’obitorio, si tenta di dare un nome alle vittime dai pochi resti ritrovati. Il giorno dei funerali, il sindaco Renato Zangheri ricorda come lo stesso copione fosse stato già vissuto sei anni prima, il 4 agosto 1974, sull’Italicus a San Benedetto Val di Sambro, con 12 morti e 44 feriti.

La memoria Le commemorazioni del quarantesimo anniversario della strage di Bologna si sono aperte il 30 luglio con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la prima visita di un Capo dello Stato dopo quella storica di Sandro Pertini nel 1980.

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Elefantessa uccisa con petardi nascosti in un ananas .

elefantessa
Elefantessa uccisa con i petardi in India

Stanno facendo il giro del mondo le foto di una elefantessa morta dopo aver mangiato un ananas imbottito di petardi

Le immagini dell’elefantessa morta nello stato del Kerala, in India stanno riempiendo le home page dei principali social media in queste ore. Una fine terribile e drammatica quella del pachiderma, peraltro incinta, avvenuta “per aver mangiato un ananas imbottito di petardi”. A denunciarlo sono state la autorità locali, con Mohan Krishnan, ufficiale forestale, che ha condiviso sui social gli ultimi angoscianti scatti dell’animale, mentre cercava sollievo nelle acque di un fiume. Tuttavia ci sono alcune cose che vanno chiarite in merito a questa storia.

Le più importanti agenzie di stampa che operano nel sud dell’India – come The Hindu e The New Indian Express – hanno riferito che l’elefante è morto dopo aver consumato “ananas carico di esplosivi” a Palakkad, a circa 80 chilometri dal distretto di Mallapuram. Un altro organo di stampa, IANS, ha contattato Samuel Pachuau, guardiano del Wildlife Warden del Parco nazionale della Silent Valley, a Palakkad, il quale ha affermato di essere “certo” di trovare gli autori di questo crimine. “È avvenuto il 23 del mese scorso, quel giorno siamo venuti a conoscenza di questo incidente quando l’elefante è stato avvistato vicino a una fonte d’acqua fuori dal parco nazionale” ha detto.

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La sorella di Gattuso Francesca muore a 37 anni , lascia un figlio .

La sorella di gattuso
Francesca la sorella di Gattuso , morta a soli 37 anni

La sorella di Gattuso Francesca morta a 37 anni lascia un figlio di 5: aveva lavorato al Milan. Colpita da una forma molto aggressiva di diabete, era stata operata d’urgenza a febbraio: aveva lavorato alla segreteria medica di Milanello, gestiva delle attività commerciali a Gallarate .

Il dramma di Rino Gattuso si è consumato martedì mattina, quando una telefonata della moglie Monica lo ha avvertito: Francesca non ce l’ha fatta. Francesca Gattuso aveva 37 anni ed era legata al fratello Rino da un rapporto molto forte, di quelli che vanno oltre il legame familiare. Si era ammalata già qualche mese fa e con il sostegno della famiglia aveva affrontato il calvario sempre con il sorriso e una grande forza di coraggio. Una combattente, così spesso Gattuso parlava di lei. È morta all’alba dopo che le sue condizioni di salute si sono aggravate ulteriormente nella notte.

Era stata operata a febbraio

Soffriva di una forma di diabete particolarmente aggressiva ed era stata operata d’urgenza a febbraio, quando Gattuso era impegnato con il Napoli a Genova nella sfida contro la Sampdoria. Quella sera l’allenatore disertò la conferenza stampa per trasferirsi immediatamente a Busto Arsizio dove Francesca era ricoverata. Dopo un periodo in terapia intensiva si era ripresa ma le sue condizioni di salute non hanno mai dato spazio a troppe speranze, al punto che non ha mai lasciato l’ospedale. Eppure la sua grande forza le consentiva di dare conforto a suo marito Marco Amaranto e al loro figlio di appena cinque anni.

Francesca aveva lavorato nel club del Napoli

Martedì mattina Rino Gattuso che continuava ad avere con lei un rapporto telefonico costante, era al centro sportivo di Castel Volturno quando, poco prima dell’inizio dell’allenamento, è stato avvisato. Immediatamente è partito per Gallarate, dove vive la sua famiglia e dove anche Francesca gestiva alcune attività commerciali. Sui social tanti tifosi del Napoli e di altre squadre hanno espresso la propria vicinanza all’allenatore calabrese attraverso messaggi di cordoglio. Il primo club italiano ad esprimere solidarietà nei confronti di Gattuso è stato il Verona, con un messaggio pubblicato attraverso il proprio profilo Twitter, poi il Milan la seconda casa di Rino Gattuso, dove Francesca aveva lavorato per un periodo alla segreteria medica del club. Il Napoli naturalmente si è stretto al proprio allenatore, sia con un messaggio istituzionale sui social ma anche con testimonianze di affetto rilasciate personalmente.

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Strage di Capaci : l’omaggio a Falcone , alla moglie e alla scorta .

strage di capaci
Il giudice Giovanni Falcone

Strage di Capaci: l’omaggio a Falcone, alla moglie e alla scorta | Mattarella: “Con Borsellino luci nelle tenebre ( fonte : tgcom 24 )

Strage di Capaci : Lenzuoli ai balconi anche delle sedi istituzionali, ricordi e spettacoli in streaming, incontri a distanza. Palermo e altre città ricordano senza i cortei e le navi della legalità, a causa dell’emergenza sanitaria, l’attentato di Capaci che, 28 anni fa, costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. 

Il messaggio del presidente Mattarella – “La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato. Hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione. Provocando volontà di giustizia e di legalita’”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 28simo anniversario della strage di Capaci. E aggiunge: – “I mafiosi, nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società.

Nella loro mentalità criminale, non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste”.

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Michele Bacis : il figlio di otto anni cade dalla finestra e muore .

Michele Bacis
L’ex calciatore della Fiorentina Michele Bacis

Muore il figlio di Michele Bacis , ex calciatore di Fiorentina e Genoa , cadendo dalla finestra .

Tragedia per Michele Bacis : Come sia salito su quella finestra al terzo piano di un antico edificio del centro storico di Arezzo resta un mistero. Erano passate le 22 quando il figlio di 8 anni è precipitato nel vuoto.

Muore durante il trasporto con il Pegaso

Soccorso dopo pochi minuti, il bambino è stato subito trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo ma il suo cuore ha cessato di battere durante il tragitto. Il 118 aveva anche allertato l’elicottero Pegaso per un eventuale trasporto del piccolo all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze ma tutto è stato inutile. Una nuova tragedia che ha prostrato Bacis, già allenatore dell’Arezzo calcio, che proprio pochi giorni fa aveva raccontato alla cronaca della Nazione di Arezzo i gravi lutti che la sua famiglia aveva dovuto subire nella a Bergamo a causa del Covid-19.

I vicini hanno raccontato

Sulle cause dell’incidente indaga la polizia. «Abbiamo sentito un tonfo sordo che veniva dalla strada, ci siamo affacciati e abbiamo visto il corpo del bambino e poi abbiamo sentito le urla dei genitori», hanno raccontato i vicini di casa, non lontano da Palazzo Cavallo, sede del Comune di Arezzo.

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Ezio Bosso , il maestro che sapeva commuovere .

Ezio Bosso
Il maestro Ezio Bosso

Ezio Bosso conviveva ormai dal 2011 con una malattia neurodegenerativa. A stroncarlo, un cancro .

Ezio Bosso è morto. Il grande musicista, pianista, direttore d’orchestra compositore, se n’è andato stanotte nella sua casa di Bologna. Aveva 48 anni. Accanto a lui la sua compagna Annamaria e i suoi cani amatissimi. A portarselo via il cancro con cui conviveva da molti anni e che lo costringeva a lunghi periodi di sosta per le terapie. Ad acuire il quadro clinico la malattia neurodegenerativa che l’aveva costretto in carrozzella. Eppure, nonostante tutti questi mali, Ezio non si è mai arreso. Ha continuato a combattere fino alla fine con il coraggio di un leone. La musica, la sua passione più grande, la sua ragione di vita, l’aveva anzi spinto a sfide sempre più grandi. A trasformare ogni sconfitta del corpo in una rinascita dello spirito .Bosso , si innamora della musica da bambino

Nato a Torino il 13 settembre 1971, padre operaio,  si innamora della musica da bambino, grazie a una prozia pianista. Per seguire la passione a 16 anni se ne va da casa, debutta come solista in Francia. L’incontro con Ludwig Streicher, contrabbassista dei Wiener Philharmonic, segna il suo destino. Intuendone il talento, il musicista austriaco lo indirizza all’Accademia di Vienna dove Bosso studia contrabbasso, composizione, direzione d’orchestra. E da contrabassista suona in importanti formazioni, tra cui la Chamber Orchestra of Europe di Claudio Abbado. Con il maestro milanese Ezio instaura un legame non solo artistico ma di amicizia. Dopo la morte di Abbado, nel 2017 sarà Ezio a farsi testimonial dell’eredità della sua ultima creatura, l’Associazione Mozart14, nata a Bologna per portare la musica nei luoghi del dolore, nelle carceri, negli ospedali. Il percorso nella malattia di Claudio sarà per Ezio un esempio di resistenza e di rinnovato impegno in una musica che, come amava ripetere, «è la vera terapia».

La sua malattia

Il suo calvario inizia nel 2011, prima una grave neoplasia, poi la malattia neurodegenerativa che in breve lo porterà sulla sedia a rotelle. Ma segna anche la sua rinascita come artista. 

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Balottelli e Felipe Melo : “Chiellini non hai coraggio di dire le cose in faccia”.

Balottelli
Mario Balottelli e Felipe Melo

Mario Balottelli e Felipe Melo replicano a Giorgio Chiellini : ” Non hai il coraggio di dire le cose in faccia “

Balottelli e Felipe Melo replicano al capitano della Juventus che in un’intervista a Repubblica ha detto chiaramente cosa pensa degli ex compagni, giudizi che ha riportato anche nella sua autobiografia in uscita nei prossimi giorni .

La risposta di Super Mario a Chiellini : “Io almeno ho la sincerità e il coraggio di dire le cose in faccia – scrive Balotelli su Instagram – tu dal 2013 avresti avuto tante occasioni per farlo, comportandoti da vero uomo, ma non l’hai fatto. Chissà cosa dirai un giorno dei compagni di oggi, strano capitano. Se questo vuol dire essere un campione, allora preferisco non esserlo. E alla maglia azzurra non ho mai mancato di rispetto”.

Pungente anche il commento di Felipe Melo :

Quando ero a Torino, non ho mai mancato di rispetto a nessuno: ai compagni, ai dirigenti, alla Juventus in generale. A questo punto, però, per lui non ne ho per nulla. E mai ne avrò. Dice che Balotelli sia da prendere a schiaffi e che io sia il peggio del peggio e che si rischiava sempre la rissa per colpa mia? Beh, lui se la faceva sempre addosso… E poi, scusate: troppo facile parlare male degli altri con un libro. Forse ‘questo difensore’ è ancora arrabbiato con me perché, quando sono andato al Galatasaray, abbiamo dato loro degli ‘schiaffi’ eliminandoli dalla Champions League”, conclude.

I nostri articoli :

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Giovanna Botteri, Michelle Hunziker si difende sui social (video)

giovanna Botteri
La giornalista Giovanna Botteri

La conduttrice risponde a chi ha accusato di aver avallato le ironie social sulla giornalista Rai Giovanna Botteri

«Si è alzato un polverone incredibile su una fakenews. Dicono che noi abbiamo offeso pesantemente una giornalista Rai, Giovanna Botteri. Cosa assolutamente non vera. Con Striscia la Notizia abbiamo mandato in onda un servizio a favore di questa giornalista, dicendo che tanti media e molti social l’hanno presa in giro per il suo look e noi invece prendiamo atto che si è fatta un’ottima e bellissima messa in piega. Questo non è attaccare una persona, ma rimanere nei toni di Striscia come sempre e soprattutto non è bodyshaming. E cerchiamo di andare a vedere e verificare prima di accusare». Queste le parole di Michelle Hunziker che sui social ha voluto rispondere alle critiche dopo il servizio andato in onda a Striscia la Notizia sulla giornalista Rai. 

Il caso Giovanna Botteri

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Ayrton Senna , ventisei anni fa l’ultimo addio al pilota di formula uno .

Il pilota di formula uno Ayrton Senna

Sulla pista di Imola, un giovane campione 34enne, di nome Ayrton Senna muore dopo lo schianto della sua autovettura, la Williams.

A Imola la morte in pista così cruenta del pilota venuto da San Paolo ha segnato una linea tra quello che c’era prima e quanto non ci sarebbe più stato: e non solo i duelli tra curve e sorpassi con Alain Prost, quell’odio che sapeva di gomme abrase e sguardi di fuoco, ma fatto di rispetto e agonismo puro, l’amore mai nato con la Ferrari che non ha potuto scrivere nei suoi annali il nome del campione più grande. Alla Formula Uno da quel primo maggio manca un campione che la morte così prematura e violenta ha reso eroe senza tempo. Aveva 34 anni compiuti da poco, tre mondiali già vinti, e un’inquietudine più forte che mai: voleva quasi rinunciare a correre quella domenica sulla pista imolese, troppi brutti presagi.

Un vero campione

Tutto vero quello che si è detto e si è scritto dopo la sua morte: Senna l’uomo, Senna il pilota, Senna il fuoriclasse e il gentiluomo. Vera anche la sua storia in pista: Senna e Prost, nemici-amici; la vittoria senza marce a Interlagos, il capolavoro in rimonta a Donington Park nel ’93, sotto il diluvio, un’impresa che è forse la migliore nella storia di questo sport. Basta citare questo, solo il “clou”, quello che tutti conoscono dell’Ayrton pilota. Anche il resto è storia ma è più per appassionati. E’ quello che tutti percepiamo di lui che conta, anche per chi non lo ricorda o non lo ha mai visto correre: lui rientra in quella ristretta cerchia di miti sportivi capaci di unire solo al pronunciarne il nome. Un uomo semplice che diventa grande: quasi una favola, quella che tutti sognano.

Quel maledetto 1°maggio del 1994

Il week end maledetto era cominciato con l’incidente senza conseguenze a Rubens Barrichello, era proseguito nelle prove del sabato con la tragedia di Roland Ratzemberger: l’incidente mortale alla curva Villeneuve del pilota austriaco aveva sconvolto tutti, Senna per primo. Lui che in quelle ore aveva avuto paura, lui abituato a sfrecciare sotto la pioggia: “Nessuno ci ha ordinato di correre in formula 1, ma non siamo pagati per morire” aveva detto contestando l’avvento di regole nuove che avevano tolto sicurezza alle macchine e ai piloti. Di strada quel ragazzo pensieroso e sempre a caccia della pace interiore (la cercava in Dio diceva) ne aveva fatta tanto da quando, dopo aver scalato le serie minori, aveva esordito in F1 proprio nel Gp di casa, in Brasile nel 1984 alla guida della Toleman-Hart. Aveva 24 anni e per dieci sarebbe stato, con alterna fortuna, comunque il numero uno: e anche con la piccola scuderia inglese, infatti, riuscì ad ottenere subito risultati straordinari. Come il secondo posto a Monaco sotto un nubifragio. E da quei tornanti venne fuori il leit motiv della sua carriera: il talento sotto la pioggia e la rivalità con Prost. Nell’85 il passaggio alla Lotus: sul giro in prova imbattibile e la dicono lunga le sette pole position conquistate.

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Il 25 aprile 1995 moriva Andrea Fortunato , terzino della Juventus

25 aprile
Il difensore della Juve Andre Fortunato , morto il 25 aprile del 1995 .

Il 25 aprile 1995 il numero 3 bianconero si spense a soli 23 anni. Malato di leucemia, morì per una polmonite interstiziale: la stessa infezione provocata dal Covid-19 .

25 anni fa, mentre l’Italia celebrava i 50 anni dalla Liberazione, Andrea Fortunato si arrese alla malattia, e fu come se tutto il mondo del calcio venisse preso per le spalle e per i fianchi e scosso violentemente da questa storia tragica e assurda, com’era assurda l’idea che un calciatore di serie A di 23 anni 

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Gianluca Vialli : ” Come ho sconfitto il tumore al pancreas “

gianluca vialli
Gianluca Vialli

Gianluca Vialli: così ho sconfitto il tumore al pancreas, dopo 17 mesi di chemioterapia .

Fanno davvero bene al morale le parole di Gianluca Vialli, amatissimo ex attaccante di Juve e Samp, nonché allenatore e oggi capodelegazione della nazionale azzurra, soprattutto in un momento nel quale molti italiani lottano contro la malattia.

La malattia

Da due anni l’ex campione sta lottando contro il cancro e finalmente vede la luce alla fine del tunnel: “Ora però sto meglio” – ha detto a Repubblica – “A dicembre ho concluso 17 mesi di chemioterapia, un ciclo da 8 e un altro da 9 mesi. Un percorso durissimo dal punto di vista fisico e mentale, anche per uno tosto come me”.

Gli ultimi esami “non hanno evidenziato segni di malattia”, aggiunge. “Sono felice, anche se lo dico sottovoce”.

La ripresa dei campionati

In merito al discusso tema sulla ripresa dei campionati, Gianlica Vialli afferma: “Si dovrebbero dimenticare gli interessi di parte e gli egoismi, ma capisco i presidenti dei club: sono di fronte a una crisi mai vista e qualcuno inevitabilmente ci rimetterà. L’errore da non commettere però è farsi prendere dalla fretta. Si abbia fiducia nelle competenze dei medici e di chi ci prescrive cosa fare: preghiamo che lo sappiano davvero. E si torni in campo solo quando gli esperti diranno che è possibile”.

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