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Mihajlovic : ” Non c’è da vergognarsi ad avere paura “

Mihajlovic
L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic

L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic si racconta cosi nel giorno del suo 52° compleanno .

Le parole dell’allenatore del Bologna Sinisa Mihajolovic :

Dopo l’ultimo ciclo non ho sentito la squadra per tre settimane, ero troppo debole, ora ci sarò sempre quando posso, perché mi fa sentire vivo. So che non è la fine del percorso ma un po’ per me sì, perché sono uscito da quell’ospedale, spero da uomo migliore.

“Ho passato 4 mesi in una stanza, solo, sognando di respirare l’aria fresca, incazzandomi alla tv per le partite.

Sinisa Mihajolivic

Il racconto dei mesi difficili e della lunga lotta per debellare la leucemia.

Non mi sono mai sentito un eroe, aver coraggio non vince queste malattie, e voglio dire a tutti quelli che stanno passando la stessa esperienza che non si devono sentire meno forti se affrontano la malattia in modo diverso, non c’è da vergognarsi ad avere paura, essere disperati, piangere, l’unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere”

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Prandelli : ” La vittoria contro la Juve è stata importante “

Prandelli
Il tecnico della Fiorentina Cesare Prandelli

Le parole del tecnico Cesare Prandelli : Continuità , questa la parola chiave per la Fiorentina che comincia il 2021 contro il Bologna ( Fonte : La nazione )

“Quella vittoria _ dice il tecnico viola Cesare Prandelli _ ci ha portato consapevolezza, autostima, ha allontanato la paura, ma non è una svolta: la svolta arriverà quando avremo continuità”. Prandelli è soddisfatto di come la squadra si sia ripresentata alla ripresa degli allenamenti e del lavoro svolto in settimana.

Davanti, però, i viola troveranno un avversario ostico, come i rossoblù di MIhajlovic: “Si tratta di una squadra temibile, che verticalizza molto e attacca con molto giocatori. Giocano insieme da un po’ di tempo e non mollano mai, proprio come il  loro allenatore”.

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2 agosto 1980 : Quaranta anni fa , la strage alla stazione di Bologna .

2 agosto 1980
La strage del 2 agosto 1980 alla stazione di bologna

Alle 10.25 del 2 agosto 1980, un torrido sabato di esodo verso le vacanze, una valigia piena di tritolo esplose nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna, lasciando a terra 85 morti e 200 feriti .

La prima ipotesi circolata sulle cause, quella dell’incidente provocato dallo scoppio di una caldaia, non regge a lungo, anche perché nel punto dell’esplosione non ce ne sono, e in poche ore lascia il passo alla certezza dello scenario più temuto: l‘attentato terroristico con una bomba ad alto potenziale. Da subito, senza soste e per ore, si mettono all’opera sanitari, vigili del fuoco, forze dell’ordine, Esercito, volontari, alla ricerca di vite da soccorrere e da salvare.  Dagli ospedali arriva l’appello a medici e infermieri di tornare in servizio, mentre un autobus Atc della linea 37, la vettura 4030, diventa simbolo di quel terribile giorno, trasformandosi in un improvvisato carro funebre che ha come capolinea la Medicina legale (allora in via Irnerio, a poca distanza) per trasportare le salme.

In stazione arriva il presidente della Repubblica Sandro Pertini, commosso e angosciato, mentre tutt’intorno una catena umana continua a spostare detriti nella speranza di trovare tracce di vita. Quella stessa sera piazza Maggiore si riempie per una manifestazione, la prima risposta di mobilitazione politica per chiedere giustizia e verità, mentre a tarda notte all’obitorio, si tenta di dare un nome alle vittime dai pochi resti ritrovati. Il giorno dei funerali, il sindaco Renato Zangheri ricorda come lo stesso copione fosse stato già vissuto sei anni prima, il 4 agosto 1974, sull’Italicus a San Benedetto Val di Sambro, con 12 morti e 44 feriti.

La memoria Le commemorazioni del quarantesimo anniversario della strage di Bologna si sono aperte il 30 luglio con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la prima visita di un Capo dello Stato dopo quella storica di Sandro Pertini nel 1980.

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Mihajlovic da l’esempio tornando ad allenarsi da solo il campo .

Mihajlovic
Il tecnico del Bologna Sinisa Mihajlovic

Il tecnico del Bologna Sinisa Mihajlovic è tornato ad allenarsi da solo in campo .

Sinisa Mihajlovic scende in campo: dopo la lotta alla leucemia dà un calcio anche alla paura del coronavirus e abbraccia la voglia di ricominciare. A giocare e a vivere. Il tecnico del Bologna, ex viola,  è tornato ad allenarsi, da solo, in campo. 

Un simbolo

È diventato così un simbolo: per i suoi giocatori in primis, che lo avevano riaccolto emozionati all’esordio in campionato a Verona. L’emozione c’è stata pure questa mattina a Casteldebole, quando Sinisa, tra le 9 e le 10, ha varcato i cancelli del centro sportivo del Bologna per allenarsi in solitudine e respirare nuovamente aria dopo due mesi di quarantena vissuti a Roma, in famiglia, per l’emergenza coronavirus. In città è rientrato martedì mattina: per essere idealmente al fianco dei suoi giocatori, che hanno ripreso a correre. 

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Giovanni Galli ricorda suo figlio Niccolò ” Morì a 17 anni in un incidente “

Giovanni Galli
Niccolò Galli , figlio dell’ex portiere della Fiorentina

Sono trascorsi quasi 19 anni da quel tragico 9 febbraio 2001 quando Niccolò Galli, promettente difensore figlio della grande gloria Giovanni .

Perse la vita in un incidente stradale nei pressi del centro tecnico del Bologna che oggi porta il suo nome. L’ex portiere campione del mondo nel 1982 direttamente dagli studi Rai della trasmissione Vieni da me, è tornato a parlare del suo ragazzo, che sognava di sfondare nel mondo del calcio ma che aveva dimostrato anche di essere uno studente modello.

Niccolò Galli , scomparso il 9 febbraio 2001

Non può contenere l’emozione Giovanni Galli quando si parla del suo Niccolò. Il figlio dell’ex portiere di Fiorentina, Milan, Napoli, Torino, Parma, Lucchese e Nazionale sembrava avere davanti una carriera scintillante. Le giovanili di Torino, Parma, Fiorentina e Arsenal, prima del ritorno in Italia al Bologna per l’esordio in Serie A. La sua vita purtroppo fu spezzata da un incidente in motorino proprio nei pressi del centro sportivo di Casteldebole che è stato poi a lui intitolato. Una tragedia infinita, con papà Giovanni che ha costituito poi la Fondazione Niccolò Galli ONLUS che si occupa di raccogliere fondi per scopi filantropici, e Fabio Quagliarella che indossa ancora la maglia numero 27 proprio in suo onore.

A distanza di quasi 19 anni da quella maledetta sera Giovanni Galli è tornato a parlare del figlio, ospite della trasmissione Rai di Caterina Balivo “Vieni da me”. L’ex portiere ha rivelato: “Era magrissimo, bruttino. Dissi a mia moglie dopo il parto: “Lo potevi fa più bellino”. Lui aveva la passione per il calcio, mi ha sempre seguito quando mi allenavo. Ma amava anche lo studio.

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Mihajlovic in ospedale , sarà sottoposto ad una terapia antivirale .

Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic

Nuovo ricovero per l’ex tecnico viola Sinisa Mihajlovic . Ma la durata della degenza dovrebbe essere più breve di quella delle precedenti . ( Fonte F Nuovo ricovero per l’ex tecnico viola. Ma la durata della degenza dovrebbe essere più breve di quella delle precedenti orentina.it )

L’ex viola Sinisa Mihajlovic è tornato in ospedale. Il tecnico del Bologna, si legge nella nota diffusa dal Policlinico Sant’Orsola di Bologna, è stato ricoverato questa mattina all’Istituto di Ematologia `Seragnoli´. Qui sarà sottoposto a una terapia antivirale che può rendersi necessaria dopo il trapianto di midollo osseo da donatore.

Il personale sanitario ritiene che la durata della degenza ospedaliera dovrebbe essere più breve di quella dei precedenti ricoveri.

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Mihajlovic , quasi 100 giorni dal trapianto : Sto vincendo la battaglia .

Sinisa Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic ha deciso di confidarsi a Verissimo a quasi 100 giorni dal trapianto, l’allenatore del Bologna lotta dalla scorsa estate contro la leucemia: “Sto vincendo la mia battaglia”. 

Silvia Toffanin continua a dedicare ampio spazio alla storia di Sinisia, dopo aver accolto le due figlie a Verissimo è il momento di una grande esclusiva: l’allenatore del Bologna parla per la prima volta della sua malattia. Settantotto giorni fa Sinisa Mihajlovic si è sottoposto a un trapianto di midollo osseo e come spiegato dall’allenatore i primi 100 giorni sono i più critici: “Superarli sarebbe già un gran traguardo” ha affermato, grato di non aver avuto gravi complicazioni a seguito dell’operazione.

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Bologna-Fiorentina , saranno circa 2.300 i tifosi viola all’ Dall’Ara .

Per la prima di Beppe Iachini una trasferta in massa per Bologna-Fiorentina . Infatti saranno circa 2.300 i tifosi che raggiungeranno il Dall’ara .

Bologna-Fiorentina
Bologna-Fiorentina

Saranno 2237 i tifosi viola presenti domani nel settore ospiti dello stadio Dall’Ara di Bologna per sostenere la Fiorentina. Era dalla stagione 1997/1998 (quasi 2500) che non si registrava una presenza viola così numerosa nel capoluogo emiliano, secondo quanto riporta l’ATF sui propri canali social.

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Mihajlovic : ” Sono e sarò ancora qui , grazie a tutti ” .

Il commovente racconto di Sinisa sulla lotta contro la leucemia: “Questa malattia non si può vincere solo col coraggio ma con le cure”. Bella sorpresa dei giocatori del Bologna, entrati prima della conferenza .

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Sinisa Mihajlovic , tecnico del Bologna

La sorpresa più bella la fanno i giocatori. Prima dell’inizio della conferenza, all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, la squadra entra dalla porta principale, prima che Sinisa inizi a parlare ai giornalisti. Mihajlovic non sapeva nulla: “Ma non dovevate essere in campo ad allenarvi? Ogni scusa è buona per non farlo…”. Poi Dzemaili prende la parola: “Mister, dire che ci sei mancato è poco.

Volevamo esserci”. Sinisa è contento, emozionato, si commuove, a volte nasconde gli occhi umidi sotto il capello: “Scusate, per la testa mi sta passando di tutto in questo momento…”. Poi riprende e si lascia andare.


“Non posso stare tanto tempo chiuso in una stanza con tante persone. Siamo in venti, venticinque, va bene così. E’ una testimonianza di affetto che ho sentito in questi mesi. L’ultima volta che ho parlato era il 13 giugno, quando ho annunciato la mia malattia, dopo questo percorso che ho fatto ho scelto di fare questa conferenza insieme ai medici che mi hanno curato. Voglio spiegare qual è stato il mio percorso e il mio stato di salute. I

In questi 4 mesi difficili ho conosciuto persone straordinarie, gli infermieri che mi hanno curato e supportato. Ho un carattere forte, a volte difficile, loro sono stati meravigliosi”. E ancora: “Ringrazio chi ha fatto striscioni, pellegrinaggi, lettere. E’ stato bellissimo, voglio ringraziare tutti. Mi sono sentito protetto, soprattutto dai tifosi del Bologna, mi hanno trattato come un figlio. Il ringraziamento più sentito va alla mia famiglia, a mio fratello, a mia madre, ai miei figli, a mia moglie. L’unica persona che forse ha più palle di me, la amo”.

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Sinisa Mihajlovic esce dall’ospedale , finito terzo ciclo di cure .

Sinisa Mihajlovic è stato dimesso dal Sant’Orsola dopo aver finito il terzo ciclo di cure: il tecnico è pronto a preparare Bologna-Parma di domenica.

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Sinisa Mihajlovic assieme alla moglie Arianna

Sinisa ha lasciato il padiglione 8 di ematologia del ‘Sant’Orsola’ alle ore 12.30 insieme alla moglie Arianna. Mihajlovic è uscito con indosso la divisa del Bologna ed un sorriso sul volto che fanno ben sperare tutti i tifosi emiliani. Ad annunciare l’uscita dell’allenatore serbo è stata la moglie Arianna con un post sul suo profilo ‘Instagram’, accompagnato dalla dicitura ‘più bella cosa non c’è’.

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Mihajlovic : Il tecnico ha appena concluso il secondo ciclo di cure

Vorrei ringraziare tutti i voi, i tifosi del Bologna e la società per quello che avete fatto per me, per questi momenti in cui mi siete stati vicini e mi avete dato tanta forza“,

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Il tecnico del Bologna Sinisa Mihajlovic

“In questo mio momento particolare sto lottando contro questa malattia, e sono sicuro che vincerò grazie anche a voi e all’amore della mia famiglia“, ha continuato l’allenatore rossoblu, che domenica scorsa era in panchina contro la lazio . “Vorrei salutare i ragazzi del Real Madrid che sono venuti a festeggiare con noi i 110 anni del Bologna, una cosa che deve essere un grande orgoglio per tutta la città di Bologna e per tutti i bolognesi”.

“Uno speciale saluto ai miei due fratelli Karembeu e Seedorf (compagni di squadra alla Sampdoria ndr), vi voglio bene ragazzi. Ora non voglio più rubarvi altro tempo: cominciate a giocare. Solo due parole a Marco Di Vaio: fatevi valere e non facciamo cazzate, perché dobbiamo vincere”. In occasione del match c’era anche un applauditissimo Roberto Baggio: “È bellissimo tornare, ho lasciato dei bei ricordi che mi porto dentro. Quello a Bologna è stato un anno meraviglioso per me. È stato un pezzo importante, non un pezzetto”

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