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Tanti auguri a Giancarlo Antognoni che compie 67 anni .

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Giancarlo Antognoni , club manager della Fiorentina

Oggi 1°aprile il club manager della Fiorentina compie 67 anni . Tanti auguri

Non è forse casuale che i destini di Giancarlo Antognoni e della Fiorentina si siano incrociati in maniera irreversibile. Nella liturgia talare il viola è infatti colore di penitenza e sofferenza, mentre nell’ambito dello spettacolo simboleggia la sfortuna. La stessa che lo accompagnerà durante l’arco di un’intera carriera, impedendogli di vincere sul campo il Mondiale del 1982.

Spagna '82
Giancarlo Antognoni

Avevo l’idea di rimanere per sempre a Firenze anche se ci sono state delle offerte importanti. Nel ’78 con la Juventus, nell’80 andai a cena dal presidente Viola e stavo per passare alla RomaAgnelli mi disse “Lei è stato uno dei pochi che ha rifiutato la Juve”. Sono frasi importanti, che ti rimangono, ma in fin dei conti reputo quella mia scelta positiva. L’unico rimpianto è di non aver vinto nulla con questa maglia, ma rifarei tutto allo stesso modo. Firenze non ti dimentica”.

Carriera :

La sua carriera è stata segnata da un calvario di cadute rovinose e faticose risurrezioni. Il 1982 è un anno esemplificativo in tal senso. Scampato a una morte lunga 25 interminabili secondi, Antognoni si isserà per due volte a sfiorare le stelle, prima di ricadere sotto il peso di una realtà cinica e spietata.

Il 1° aprile a Firenze è festa. Perché è il compleanno della bandiera viola, ed attuale direttore tecnico e club manager della Fiorentina, Giancarlo Antognoni. Che oggi compie 66 anni. “Ma è un compleanno un po’ anomalo purtroppo per via del coronavirus. Lo passerò in casa con mia moglie e mia figlia”. Antognoni parla a Sky anche del virus che sta sconvolgendo il mondo. “Per fortuna i nostri giocatori colpiti hanno superato il problema, adesso si allenano. Ovviamente da casa come gli altri. Tutto il gruppo ha un programma fisico definito ed è in contatto con il nostro nutrizionista per l’alimentazione. Siamo tranquilli”.

Giancarlo Antognoni , 33 anni fa la sua ultima partita in maglia viola .

giancarlo Antognoni
Giancarlo Antognoni

Giancarlo Antognoni il 17 maggio del 1987 giocava la sua ultima partita con la maglia della Fiorentina .

Giancarlo Antognoni : Era un Fiorentina-Atalanta, terminò 1-0 deciso da una rete di Alberto Di ChiaraAntognoni calcò per l’ultima volta il manto erboso del vecchio Comunale come giocatore e capitano della Fiorentina. Di lì a poco si trasferì al Losanna per concludere la carriera dopo due stagioni.

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Auguri all’Unico 10 che oggi 1°aprile compie 66 anni .

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Auguri Giancarlo Antognoni

Tanti auguri di buon compleanno a Giancarlo Antognoni che oggi 1° aprile compie 66 anni . Tanti auguri da parte nostra

Presentazioni non ne servono, qualche dato magari sì. Giancarlo Antognoni, nato a Marsciano (Prov. Perugia) il 1° Aprile 1954, debutta in serie A con la maglia viola il 15 ottobre 1972 a Verona contro i gialloblu (vittoria 1-2).

I titoli dei giornali sono tutti per lui. Nasce una stella a Firenze, Antonio, Enel perché quando gioca lui si accende la luce, o “il ragazzo che gioca guardando le stelle” (cit. Gianni Brera).

La sua carriera

Giunse a Firenze nell’estate 1972, proveniente dall’Asti Macobi, dove aveva disputato due campionati di serie D. Nella sua lunga carriera in serie A, ha indossato una sola maglia: quella della Fiorentina, dove ha giocato per quindici stagioni, fino al maggio 1987, collezionando 341 partite in massima divisione e segnando 61 gol. E’ il giocatore con più presenze in Viola. E’ stato anche 73 volte nazionale italiano con 7 reti all’attivo.

Finita la carriera di calciatore nel Losanna, agli inizi degli anni Novanta entrò nei ranghi societari della Fiorentina, prima come osservatore, poi come dirigente accompagnatore e, infine, come direttore generale. Si dimise alla fine del febbraio 2001.
Dopo essere stato il coordinatore degli osservatori delle nazionali giovanili: Under 16, Under 17, Under 18 e Under 19 e il capo delegazione della Under 21 italiana è tornato in Fiorentina prima come consulente del patron Andrea Della Valle e poi come club manager.

Giancarlo Antognoni considerato il ” Botticelli ” del calcio .

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Il numero 10 Giancarlo Antognoni

Giancarlo Antognoni fu per firenze e i fiorentini quello che Rivera fu per il Milan e i milanisti

Giancarlo Antognoni è nato a Marsciano il 1 aprile del 1954. Alto 177 cm. pesava 70 kg. Ha giocato nella Fiorentina dal 1972 al 1987 realizzando 61 reti in 341 presenze. Sempre con la Fiorentina ha vinto una Coppa Italia nel 1974-1975. Il 19.12.2017 fu insignito del “Collare d’oro al Merito Sportivo”. Oggi è ”Club manager” della squadra gigliata. Tifoso milanista sin da bambino è cresciuto anche lui come tanti altri suoi coetanei, a “pane, salame e Gianni Rivera”. In Azzurro ha giocato dal 1974 al 1983. 7 reti in 73 partite il suo “bottino” complessivo. E’ stato il “Botticelli” del calcio “targato” Firenze.

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Giancarlo Antognoni in maglia azzurra

Il suo esordio in maglia Viola, a Verona, il 15.10.1972 (Verona-Fiorentina: 1-2) fu paragonato ad un celebre dipinto del grande artista fiorentino, la “nascita di Venere”, dipinto tuttora custodito nella Galleria degli Uffizi a Firenze che Botticelli realizzò con la tecnica della “tempera su tavola” tra il 1478 e il 1482. Un esordio da leccarsi i baffi.

Antognoni fu il simbolo di quella Fiorentina

Si presentò sulla ribalta accarezzando il pallone con tanta morbida classe da far gridare al miracolo: il grande Rivera, che andava incontro al tramonto, aveva pronto l’erede. Una profezia che Giancarlo Antognoni non onorò mai del tutto, anche se attinse vertici assoluti di arte del pallone. In una cosa eguagliò senza dubbi l’illustre predecessore, e fu il ruolo di eterno discusso. Finché arrivò la conquista dell’alloro mondiale, nel 1982 in Spagna, a tacitare anche le voci contrarie più ostinate, suggellando una grandezza peraltro universalmente già riconosciutagli fuori dei confini. Giancarlo Antognoni era nato il primo di aprile del 1954 e lo scherzo al destino lo aveva fatto lui, divincolandosi alla vita con un fisico perfetto, armonico e potente insieme, nato per esaltare l’arte del pallone. Le prime fortune le trovò in Piemonte, ad Asti, dove proprio il 1° aprile del 1970,al compimento del sedicesimo anno, esordì in D nell’Astimacobi. Fu subito gol e fu subito spettacolo,per la natura1ezza della corsa e della battuta, per il lancio pulito e calibrato, per l’esplosiva violenza del calcio, soprattutto su punizione. Un regista nato. Di più: un interno completo. Se lo aggiudicò laFiorentina,pa gand ouno sproposito per i tempi, e non dovette mai pentirsene per via dell’amore che subito divampò tra il giovane “putto” del pallone e la tifoseria,ricambiato con una fedeltà a prova di bomba.

Fu Campione del Mondo in Spagna nel 1982

Bearzot gli preferì inizialmente Renato Zaccarelli del Torino ma poi a poco a poco scoprì tutto il talento che si nascondeva in quel Campione bello non solo nei tratti somatici ma anche nel modo di stare in campo e lo fece giocare quasi sempre nel suo “undici” titolare. Antognoni “riempiva” il video, incantava le platee. Univa e divideva le tifoserie come solo i “grandi” sanno fare.  Antognoni più di Baggio e Batistuta, tanto per intenderci. Più di Casarsa, Bertoni e Desolati. Antognoni più di tutti. La sua Storia con la Nazionale italiana fu a tinte chiare e scure. Non giocò sempre benissimo tanto che parecchi analisti gli preferivano Evaristo Beccalossi dell’Inter.  Ma Bearzot, CT della Nazionale italiana Campione del Mondo in Spagna nel 1982,non lo mise mai in discussione. Antognoni, per il grande Enzo, fu sempre un titolare inamovibile. Firenze è per definizione città d’arte. Da Firenze sono passati i più grandi nomi della pittura, della scultura, della poesia e dell’architettura italiana. E’ passato anche Giancarlo Antognoni.

Antognoni in Nazionale

Eletto giocatore simbolo del riscatto viola, rappresentò la ricchezza e il limite del club per lunghe stagioni, durante le quali la resistenza alle sirene miliardarie di grandi come Juventus e Roma fu determinata e incrollabile e pagata al prezzo di una povertà assoluta di conquiste:alla fine non restò in mano all’amatissimo idolo che una Coppa Italia, nel 1975. Poté consolarsi con l’affetto della folla (alla sua passerella d’addio, il 25 aprile 1989,quarantamila tifosi in piedi lo acclamarono commossi) e soprattutto con la maglia della Nazionale, consegnatagli a vent’anni da Fulvio Bernardini, Ct innamorato dei”piedi buoni” e fermamente intenzionato a farne la pietra angolare della ricostruzione azzurra dalle macerie di Germania ’74. 

Quel maledetto 22 novembre del 1981 :

Si giocava Fiorentina-Genoa, a Firenze; al decimo minuto della ripresa, con i gigliati in vantaggio per 2-1, tutta l’Italia iniziò a tremare. Antognoni cadde a terra, immobile. Per qualche secondo il suo cuore smise di battere. Si era presentato da solo dinanzi al portiere genoano Silvano Martina portandosi in avanti il pallone con un colpo di testa a seguire. L’intento era quello di superare in corsa  l’estremo difensore ligure il quale, invece, in uno scellerato tentativo di recupero, andò a colpire con un ginocchio la tempia del centrocampista viola. Quel giorno Giancarlo rischiò la vita. In campo qualcuno pianse, qualcun’altro si mise le mani tra i capelli. I calciatori  capirono subito la gravità della situazione. Antognoni fu portato in Ospedale dove gli riscontrarono un trauma cranico e diverse fratture. Il “10” Viola si riprese e tornò in campo a fine stagione, pronto per il Mondiale.

Antognoni dopo lo scontro con il portiere Martina